“Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.”

Care amiche, cari amici,

Rieccoci qui, dopo la tornata elettorale.
Andrò controcorrente. Potrei dare dello stupido ai miei concittadini, insultarli, parlare di brogli o cercare mille altre giustificazioni.

Credo però che per crescere e migliorare innanzitutto si debba fare autocritica, SEMPRE. Critica forse provocatoria, ma che credo vada fatta e in cui rientro anch’io e probabilmente molti di voi che stanno leggendo.

Prima di tutto i toni dell’indipendentismo. Nell’indipendentismo ci sono molte figure valide, con cultura, formazione, preparazione. Queste persone sono però oscurate da altre, che corrispondono tristemente alle macchiette con cui il PD e la sua propaganda vogliono rappresentarci. Sono buone persone, convinte sostenitrici del T.L.T. ma che, purtroppo, non vanno al di là della “politica da baretto”, ripetendo slogan a random, convinte che chi grida più forte abbia ragione, possibilmente condendo il discorso con qualche parolaccia o qualche frase ridondante.
Queste persone, non lo metto in dubbio, sono indipendentiste.
Ma quanti danni hanno fatto alla nostra causa? Tanti, troppi.
Personalmente gente che mi accusa di essere un traditore, venduto o di cagare in testa all’intelligenza altrui mi fa cadere le braccia, facendomi pensare se non sia meglio lasciar stare tutto e vivere tranquillamente a 10mila kilometri di distanza.
E se queste persone causano questa reazione a me, che sono testardo, convinto e interessato alla questione, figuriamoci a chi appena si sta avvicinando all’indipendentismo.
Persone che fanno cadere le braccia, appunto.
Non solo queste.
C’è anche gente che, per puro interesse, si dichiara indipendentista. Anche queste persone applicano la politica da bettola, ma in maniera ancor peggiore: insinuano, “sbabezzano”, creano falsità, predicano odio e rinchiudono se stesse e chi gli sta attorno in una bolla ermetica, una vera e propria setta, allontanando chiunque non la pensi esattamente come loro. Se poi queste persone per qualche strana ragione hanno un qualsiasi posto con responsabilità anche minime, la frittata è fatta.
Cosa mai potrà comunicare chi sputa odio e insinuazioni tutto il tempo? Chi si avvicinerebbe a un gruppo che permette a queste persone di avere un qualsiasi ruolo? Nessuno.

A questo bisogna aggiungere la “sindrome da messia”, che agisce in due modi.
Il primo, il più evidente, colpisce un individuo che, senza reali motivi o competenze, crede di essere il salvatore di Trieste. La persona in questione, normalmente, avrà la soluzione in tasca; ovviamente senza applicazioni pratiche, ne reali, ne tenendo conto delle esigenze pratiche dei cittadini; il tutto viene condito dall’attorniarsi da “fedeli” che obbediscono ciecamente al messia, senza farsi domande.
La seconda maniera in cui colpisce questa sindrome è l’aspettare un messia, conosciuta anche come “figo caschime in bocca”; sono persone che attendono, attendono, attendono…e non succede nulla. Normalmente si lamentano chiedendo perché nessuno fa nulla. E nel dubbio non fanno nulla.

Questo vuole essere un quadro, triste, ma molto realista dell’attuale mondo indipendentista triestino; ci sono ovviamente anche persone positive e propositive..ma chi di noi non è passato per almeno una di queste fasi per almeno un certo tempo?
Anch’io, senza dubbio e varie volte, ho dato dello stupido a chi non mi ascoltava e non mi dava ragione: a che pro? Nessuno. Anzi, l’ho allontanato.

Come pensare quindi che la maggioranza dei cittadini, bombardata costantemente da propaganda a noi avversa possa avvicinarsi?
Con idee astratte difficili da concretizzare in tempi brevi? No.
Con la preparazione afrettata delle elezioni, fatta in qualche settimana? Neppure.
Con la condivisione di post e commenti su facebook? Nemmeno.
Con litigi e sputtanamenti? Sicuramente no.

Quello che bisogna fare è ricominciare.

Ogni morte è una rinascita, certo dolorosa, ma pur sempre una rinascita. Un nuovo cammino che comincia oggi, ben attento a essere completamente differente.
Non aspetteremo l’arrivo di un messia, ne daremo degli stupidi a chi non ci crede, no. Così solo allontaneremo gente e permetteremo al PDiccolo o ai nazionalisti italiani d’insultarci e dividerci.
Dovremo cambiare dentro, essere noi stessi la persona che cambierà le cose, preparandoci, specializzandoci, alzando il livello. Basta con litigi da bettola, basta con i personalismi, basta con chi vuole “la carega”.

Come diceva Goethe, “Non è  forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.”

Il cambio di Trieste sta in noi e comincia adesso.

GermoglioSeme

Impreparazione, maleducazione e paura.

Care amiche, cari amici,

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla malafede e l’impreparazione della classe politica dei partiti coloniali che amministrano Trieste, dovrebbe riguardarsi la puntata della trasmissione Ring del 11 marzo 2016 (qui sotto il video del momento clou).
Durante la trasmissione la responsabile provinciale di SEL, Sabrina Morena, ha cercato di zittire Vito Potenza Kalc con grande maleducazione e cafonaggine. La “colpa” di Vito Potenza Kalc? Ricordare le leggi italiane TUTTORA IN VIGORE sul Territorio Libero di Trieste. Possiamo immaginare che l’esperta di teatro prestata alla politica coloniale (non ci credete che una drammaturga faccia politica? ecco qua il curriculum.. http://www.provincia.trieste.it/opencms/export/sites/provincia-trieste/it/provincia/consiglio/Consiglieri/CV-Consiglieri/CV-MORENA.pdf) abbia una forte paura: essendo consigliere provinciale di una provincia inesistente dal 20 febbraio 1947, presto perderà il posto. Non solo, possiamo anche azzardare che perderebbe gli appoggi e gli agganci ottenuti durante anni di arruffianamenti.
Cosa spaventa questo strano personaggio, maleducato, volgare e ignorante, che si rifiuta di leggersi leggi e dati certi citati con pazienza olimpica dal buon Vito Potenza Kalc?
Questi:

– Trattato di pace di Parigi del 1947, articolo 21, comma 2: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito, cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato.”

– Legge 25 novembre 1952, n. 3054:”Ratifica del decreto legislativo 28 novembre 1947, n. 1430, concernente esecuzione del Trattato di pace fra l’Italia e le Potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947″ Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 1947 “Preambolo: La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente legge:Articolo unico– Il decreto legislativo 28 novembre 1947, n. 1430, è ratificato.

Come sempre, chi ha paura grida in maniera scomposta, come la cara Sabrina Morena. Ma perché tanta paura e tanto astio in stampo ultranazionalista da parte dell’esponente di Sel, se quello che sosteniamo noi triestini legalitari sono solo stupidaggini?
PENSATECI.

 

Lettera aperta a Paolo Rumiz

Egregio Paolo Rumiz,
Non la conosco di persona; devo dire che in questi ultimi anni ho apprezzato la riscoperta delle sue origini, tentando di ricostruire la storia dei nostri concittadini che hanno lottato per difendere l’Impero durante la Grande Guerra, così come ho letto con piacere la ricostruzione di quella tragicommedia che sono le vicende del porto triestino.
Purtroppo, però, mi sono ritrovato a leggere il suo spot elettorale a favore dell’attuale sindaco Roberto Cosolini. Non so se Lei manca da tempo a Trieste o se il suo intervento sia un’articolo commissionato ad hoc, però palesa un completo distacco dalla realtà cittadina. Prima di tutto la descrizione del panorama politico: sembra che esista solo il dualismo PD/PDL, “destra” contro “sinistra”, “bene” contro “male”, on/off. Oltre al fatto che queste aree politiche hanno dimostrato preoccupanti interessi trasversali, palesemente contrari al bene di Trieste, Lei ha dimenticato altre aree, come quella indipendentista e il M5S: le forze antisistema. Come mai questa dimenticanza? E’ una cosa grave, gravissima: pensare che questo sistema marcio e corrotto fino al midollo possa durare per sempre è semplicemente assurdo e illogico.
Se già questo pensiero mi sembra grave, lesivo all’intelligenza dei nostri concittadini, il resto dell’articolo è ancora peggiore. L’elogiare chi si sta dimostrando uno dei peggiori sindaci della storia di Trieste non è solo patetico,è gravissimo. Dire che Roberto Cosolini sia uno che “si è fatto il mazzo” o che grazie alla sua opera la Ferriera di Servola sia “su un’ardua strada del risanamento” sono pietose bugie, che dimostrano solo quanto l’oligarchia al potere creda che i triestini abbiano una memoria da pesce rosso, ossia che non duri più di cinque minuti.
Caro Rumiz, si faccia un’esame di coscienza e vada a camminare un po’ per Trieste. Vedrà le decine di serrande abbassate, molta meno gente di 10 anni fa, il tutto un po più sporco. E questo solo per citare le cose immediatamente visibili. Se poi vuole cercare un po’ più a fondo, potrà trovare i nepotismi, i favori agli amici, la svendita dell’Acega, la volontà di NON riconvertire la ferriera, la speculazione sul Punto Franco Nord e tante altre porcherie.
Non si preoccupi, non sono un fan dell’altro Roberto: sono un indipendentista convinto. Convinto che l’unica possibilità per far rinascere la nostra città e le zone limitrofe sia l’indipendenza da un paese che ci sta solamente amministrando (male) e che ci sta lentamente avvelenando, che sta allontanando i nostri giovani, che ci ha portato violenza, razzismo, crisi economica, sociale e di valori.
Vuole evitare che i triestini continuino a fare i “taffazzi”? Bene, li inviti a chiedere a gran voce il rispetto del trattato di pace di Parigi. Nulla più.

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Sogni e incubi

Care amiche, cari amici,

Oggi parliamo di sogni.
Come si può apprezzare nel discorso di uno dei protagonisti del manga “Berserk” del giapponese Kentaro Miura, tutti sappiamo che “la gente ama i sogni. Il sogno ci dà forza e ci tormenta, ci fa vivere e ci uccide. E anche se ci abbandona, le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore… Fino alla morte.”.
Pensiamo alla forza dei sogni: senza il sogno di volare dei fratelli Wright, avremmo l’aeroplano? Probabilmente no. Senza il famoso sogno di Martin Luther King, sarebbe stata possibile l’integrazione razziale negli Stati Uniti? Probabilmente no. Senza il sogno di Albert Bruce Sabin, si sarebbe curata la poliomielite? Probabilmente no.
Senza sogni l’essere umano sarebbe un’ameba, un essere senza prospettive, in balia di qualsiasi evento. Il cancellare i sogni è qualcosa di particolare di qualsiasi dittatura o regime assolutista, per congelare lo status quo ed evitare qualsiasi cambio.
Non deve quindi stupire la frase del senatore del PD Francesco Russo, sempre più preoccupato per le azioni internazionali che continuano ad avanzare da una parte e per il risveglio dei triestini dall’altra.

Durante la trasmissione “Sveglia Trieste” del 7 febbraio 2016, intervistato assieme al nostro buon Vito Potenza, il senatore Russo è riuscito ad affermare questo: “Mettiamo da parte i sogni, concentriamoci sulla realtà”. Una frase che starebbe bene in una dittatura stalinista o in un campo di concentramento. Non pensate minimamente a ribellarvi, continuate a subire e a vivere nella realtà che vi abbiamo imposto: emigrazione, malversazione, illegalità, inquinamento, disoccupazione, malattie, povertà. Questa l’idea di Francesco Russo.
E io vi dico invece di SOGNARE. Sognare una Trieste libera e indipendente. Sognare uno stato, il Territorio Libero di Trieste, all’avanguardia in tutti i campi, Sognare una nazione internazionale. Sognare un paese al di fuori dell’Unione Europea dei banchieri. Sognare i triestini Uniti per Trieste. Sognare un futuro per la nostra bella città e per i nostri figli.

Svegliamoci e diamo un dispiacere a uno dei saccheggiatori di Trieste, Francesco Russo: INIZIAMO A SOGNARE E STACCHIAMOCI DA QUESTA ORRIBILE REALTÁ CHE HA CONTRIBUITO A CREARE.

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L’importanza di una lettera

Care amiche, cari amici,

Il 23 ottobre 2015 il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, per rispondere a una richiesta del presidente palestinese, fa il punto storico sulle amministrazioni della Lega delle Nazioni e delle Nazioni Unite. Ogni territorio che fu ed è tuttora amministrato da parte dell’ONU si trova in questo documento, con la descrizione delle basi giuridiche e legali che hanno costituito un determinato stato e quando, in caso, lo stesso ha cessato di esistere, indicando chiaramente in base a quali leggi o trattati.

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Perché tanta paura da parte degli ultra nazionalisti, che hanno risvegliato il loro blog dopo mesi? Come mai i vari “intellettuali” di area PD si sono sforzati di deridere questa lettera in qualsiasi maniera e hanno accampato scuse strampalate ?
Molto semplice: la lettera di Ban Ki Moon in un solo colpo spazza via le teorie Cammarata e Udina assieme alla recente ordinanza del giudice Leanza.

Pensateci bene: tutta la linea difensiva del governo italiano e dei suoi lacchè spazzata via in un solo colpo.

Rivediamo le teorie difensive del governo italiano:

  • Tesi Cammarata: la sovranità italiana su Trieste non è mai cessata perché non si sono mai concretizzate le condizioni per la sua fine;
  • Tesi Udina: la sovranità italiana su Trieste cessò con la ratifica del trattato di pace di Parigi nel 1947, venendo poi ricostituita dal Memorandum di Londra del 1954 e dal successivo Trattato di Osimo del 1975;
  • ordinanza del giudice Leanza: il 19 marzo 2014 il giudice Leanza ammette che dal 1954 al 1977 (ratifica del trattato di Osimo) il Territorio Libero di Trieste si trovava solamente sotto amministrazione civile provvisoria del governo italiano.

Evitiamo qualsiasi commento sulla palese contraddizione che esiste tra questi tre casi; evidenziamo solamente quello che qualsiasi persona può facilmente dedurre dalla lettera di Ban Ki Moon.
La tesi Cammarata viene superata immediatamente: al punto quattro della disamina sul Territorio Libero di Trieste è scritto chiaramente che “The Peace Treaty entered into force on 15 September 1947, and terminated Italy’s sovereignty over the Territory”, ossia che il trattato di pace entra in vigore il 15 settembre 1947 e cessa la sovranità dell’Italia sul Territorio. Chiaro e semplice.
La tesi Udina viene smentita nello stesso punto quattro:” pursuant to the 1954 Memorandum of Understanding regarding the Free Territory of Trieste, Italy and Yugoslavia respectively installed civilian administration in the two zones in the Territory(…)” ossia “ai sensi del 1954 protocollo d’intesa del 1954 riguardante il Territorio Libero di Trieste, Italia e Jugoslavia rispettivamente installarono un’amministrazione civile nelle due zone nel territorio (…)”. Quindi nessun ritorno della sovranità nel 1954. Ma c’è di più: nel punto 5 “Legal basis”, ossia “basi legali”, il famoso trattato di Osimo non appare neppure, annullando definitivamente la tesi Udina e l’ordinanza del giudice Leanza. Veramente strano che lo staff del segretario generale delle Nazioni Unite dimentichi un trattato: che non sia mai passaro per il consiglio di sicurezza dell’ONU ma semplicemente registrato, come sosteniamo da molti anni?
Non credete agli esperti da strada, che vi dicono di come Ban Ki Moon si sia dimenticato di un trattato, o di come la lettera sia indirizzata al presidente dello stato Palestinese o altre scuse inverosimili. Ad oggi questa è una lettera ufficiale del segretario generale delle Nazioni Unite, fatto da uno staff di esperti di diritto internazionale nell’ottobre 2015, non 50 anni fa.Così come non ascoltereste un verduraio se vi volesse progettare una casa, non ascoltate chi vi dice che questa lettera non ha nessuna importanza. L’oligarchia che governa Trieste, i partiti coloniali e i loro tirapiedi hanno paura, perché sanno che la loro ora si avvicina.

Vi chiedo quindi un favore: parlatene, parlatene e parlatene. Solo conoscendo i diritti per troppo tempo negati i triestini si sveglieranno dal coma indotto dall’amministrazione coloniale.

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Quanto spende Roma per Trieste?

Care amiche, care amici,

uno dei leit motiv di una certa parte politica filoitaliana e nazionalista è: “ma come farebbe Trieste senza Roma?L’italia paga tutto”
Andiamo a fare un po i conti della serva..
Andremo a basarci su dati istat, Inps, Ocse, del Comune di Trieste e del Sole 24 ore.

Da dati Istat riferiti al 2014, il territorio di Trieste ha 236.073 abitanti. Questo numero, moltiplicato per i dati forniti da varie istituzioni sulla spesa procapite da parte del governo italiano, potranno aiutare a farci un’idea della spesa fatta per Trieste da parte di Roma.
Si considereranno la sanità, il costo della politica e della burocrazia, il costo della polizia, della difesa, l’educazione, le pensioni (anche se non dovrebbero essere calcolate, visto che sono pagate dal lavoratore durante la sua vita) e il contributo alle spese dei comuni locali.

Per la sanitá il governo italiano spende 1816 € per persona:
236.073 x 1816 = 428.708.568 €

I costi di politica e burocrazia ammontano a 662 € per persona:
236.073 x 662 = 156.280.326 €

Per la polizia si spendono 133 € per persona:
236.073 x 133 = 31.397.709 €

Per la difesa (esercito, VVFF, carabinieri) si spendono 407 € per persona:
236.073 x 407 = 105.524.631 €

Per l’educazione si spendono 948,4 € per persona:
236.073 x 948,4 = 223.891.633 €

Per le pensioni si spendono 3882 € per persona:
236.073 x 3882 = 916.435.386 €

A questo si aggiunge il contributo alle spese comunali. Come annunciato dal sindaco Cosolini, Roma apporta il 2% della spesa comunale.
Il bilancio di previsione del Comune di Trieste per il 2015 pone come spesa 673.922.248,55 €.
673.922.248,55 x 2% = 13.478.445 €
Per facilitare il calcolo, moltiplichiamo questa cifra per i 6 comuni del territorio di Trieste, anche se è ovvio che i comuni piú piccoli non si avvicinano neanche lontanamente a questa spesa:
13.478.455 x 6 = 80.870.669 €

Sommiamo quindi le spese cosí ricavate:
428.708.568  +
156.280.326  +
31.397.709 +
105.524.631  +
223.891.633 +
916.435.386 +
80.870.669 +
TOT. 1.943.108.922 €

Il governo italiano spende quindi 1 miliardo 943 milioni 108 mila e 922 euro nel Territorio di Trieste.
Alcune spese appaiono ovviamente esagerate, come quelle per l’istruzione e la difesa, me lasciamole così come stanno.
Ma quanto guadagna da Trieste? Lo vedremo nel prossimo post.

Fonti:
http://www.tuttitalia.it/friuli-venezia-giulia/provincia-di-trieste/statistiche/popolazione-andamento-demografico/

http://documenti.comune.trieste.it/trasparenza/bilancio-2014/all_1_bilancio_annuale_emendato.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.linkiesta.it/it/article/2014/06/30/spesa-pubblica-il-disastro-italiano-in-dieci-punti/21977/
http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2013/12/Bilancio-sociale-Inps-tre.pdf

 

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http://documenti.comune.trieste.it/trasparenza/bilancio-2014/all_1_bilancio_annuale_emendato.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

Decimo punto del programma: l’applicazione delle leggi vigenti sul Territorio Libero di Trieste

Care amiche, cari amici,
Ogni tanto le cose più semplici e banali, sono quelle che possono cambiare molte cose, come ad esempio applicare le leggi vigenti sul territorio di Trieste.
Non esiste solo l’allegato VIII (comunque fondamentale per la ripresa della città) : ci sono molte altre leggi a favore di Trieste .
Molte persone mi hanno chiesto: “Ma cosa potrebbe fare il sindaco? Dove troverebbe le risorse?”. La risposta è molto semplice,usando le norme che già esistono e non sono usate nel nostro territorio
Facciamo un esempio.
Sapete cos’è un paradiso fiscale? E un centro finanziario offshore?
Il paradiso fiscale, dice il dizionario Treccani, “individua un Paese che offre un trattamento fiscale privilegiato, rispetto alla generalità degli altri Stati, al fine di attirare capitali di provenienza estera.”
Il centro finanziaro offshore  “è un piccolo paese che attira insediamenti per operazioni finanziarie offrendo vantaggi fiscali”.
Alcuni esempi di paradisi fiscali e centri finanziari offshore? Liechtenstein e Andorra, paesi con un benessere diffuso, disoccupazione praticamente azzerata, inflazione quasi inesistente. Per inciso,stati ben più piccoli del TLT,
Non è necessario essere degli esperti in economia per capire quanti investimenti e benessere un’area del genere attirerebbe a Trieste.
La cosa ironica è che la zona del Punto Franco Nord, altrimenti conosciuta come “porto vecchio” é un paradiso fiscale e un centro finanziaro offshore.
Proprio così: abbiamo una miniera d’oro sotto ai nostri occhi e non viene usata.
Non mi credete?
Potete controllare qui, valido tutt’oggi:
https://www.wto.org/english/tratop_e/region_e/regatt_e.htm
Aticolo XXIV del GATT, punto 3: “(b) Advantages accorded to the trade with the Free Territory of Trieste by countries contiguous to that territory, provided that such advantages are not in conflict with the Treaties of Peace arising out of the Second World War.”
Non solo, il nostro paradiso fiscale, fissato nel punto franco nord,  è ritenuto uno dei “Paradisi fiscali leciti”, come possiamo vedere qui:
http://societaoffshore.org/classifica-paradisi-fiscali

E questa è solo una delle tente leggi e dei tanti trattati che gravano sul Territorio Libero di Trieste, colpevolmente non applicati dai nostri amministratori/colonizzatori.
Potremmo farcela da soli, una volta raggiunta la tanto agognata indipendenza da uno stato che ci sta trattando come una colonia?
La risposta è una, ed è molto semplice:SI. E anche molto bene.

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Per approfondire: 

http://territoriolibero.net/2013/04/trieste-e-loffshore/