Vulgata neofascista e realtà documentata

Vulgata neofascista e realtà documentata

Care amiche, cari amici,

Anche quest’anno il pacchetto delle date sensibili per Trieste è finalmente terminato.

Date che ricordano la resa e la lotta antifascista.

L’Italia, alleata della Germania nazista, responsabile di stragi, fucilamenti, deportazioni e guerre d’aggressione, fu giudicata colpevole. Il salto della quaglia fatto l’8 settembre 1943 non era riuscito a cancellare le colpe del ventennio fascista, che nelle nostre zone aveva dato il peggio di se: discriminazioni etniche, emigrazioni forzate, torture, chiusura delle scuole croate, tedesche e slovene, italianizzazione forzata di cognomi e toponimi, roghi, pestaggi.

Il tutto culminato con la proclamazione delle leggi razziali il 18 settembre 1938 da parte di Mussolini, proprio a Trieste.

Mentre in tutta Europa, normalmente, la pace si festeggia, l’Italia porta il lutto al braccio e cerca di nascondere il Trattato di Pace di Parigi, disprezzando il 25 aprile e il primo maggio, cercando di far passare i carnefici per vittime e le vittime in carnefici, grazie all’uso sapiente delle foibe e dell’esodo.

Giá, le foibe.

La storiografia nazionalista italiana é sempre piú preoccupante. Mentre le cifre delle vittime aumentano sempre piú, ci si dimentica di cosa gli italiani hanno fatto in queste zone. Ci si dimentica delle atrocitá commesse dall’esercito italiano in Jugoslavia. La volontá della pulizia etnica nelle nostre zone (o bonifica etnica come si usava all’epoca) é ampliamente dimostrata. Per esempio il generale Orlando scrive una memoria, il Progetto di epurazione della città e della provincia di Lubiana dagli elementi sovversivi. In questo inquietante documento il militare commenta che  “… è necessario eliminare: tutti i maestri elementari, tutti gli impiegati comunali e pubblici in genere (A.C., Questura, Tribunale, Finanza ecc.), tutti i medici, i farmacisti, gli avvocati, i giornalisti, … i parroci, … gli operai, … gli ex-militari italiani, che si sono trasferiti dalla Venezia Giulia dopo la data suddetta“. In poche parole, eliminare tutta la classe dirigente slovena. Se non bastasse il generale Roatta, comandante della seconda armata, riporta alle sue truppe che che “anche il Duce ha detto di ricordarsi che la miglior situazione si fa quando il nemico è morto. Occorre quindi poter disporre di numerosi ostaggi e applicare la fucilazione tutte le volte che ciò sia necessario (…) il Duce concorda nel concetto di internare molta gente – anche 20-30.000 persone“. Nonostante le prove certe, nessuno di questi criminali di guerra é stato processato. Si, avete letto bene: in Italia non ci fu nessuna Norimberga. Nessuno ha pagato per i suoi delitti.

Come se non bastasse, gli eredi politici del ventennio, concentrati in varie formazioni neoirredentiste e nazionaliste, dimenticano volutamente questi fatti. Con un deforme patriotismo si ricordano delle foibe, mistificando la storia e andando contro ogni logica, metodo storico e decenza.

Un esempio di tutto questo é la foiba di Monrupino, conosciuta anche come “foiba 149” o “foiba di Opicina”.

14641934_174383216342239_4215723196240180884_n

Come si puó vedere nell’immagine si parla di “circa 2000 infoibati”. In certi siti internet si trovano affermazioni come “Nella foiba di Monrupino, profonda 126 m, si pensa che vi siano circa 2.000 infoibati. Le ricerche furono impossibili perché la foiba raccoglie le acque di un vasto impluvio che si disperde in vari canali sotterranei, per cui i cadaveri sono stati man mano trasportati in voragini ancora più profonde. Per parecchi mesi la foiba emanò il fetore della decomposizione nelle campagne circostanti.” (http://www.imolaoggi.it/2016/02/09/i-crimini-dei-comunisti-titini-e-italiani-le-foibe-e-lesodo/ e anche http://www.centrostudifederici.org/i-crimini-dei-comunisti-titini-e-italiani-le-foibe-e-lesodo/, solo per citare alcune pagine). Per non parlare dell’articolo scritto dall’autoproclamatosi “orgoglio triestino”, Davide Sulcic, scodinzolante politico-wannabe di “Un’altra Trieste”, che dice come “Alcuni parlano di circa 2.000 vittime fra italiani e tedeschi, civili, militari, feriti e ammalati prelevati dall’Ospedale Militare di Trieste, caricati su autocarri per tutto il maggio 1945 e qui portati.” Il tutto condito da strazianti storie strappalacrime, con gli italiani brava gente e i crudeli slavi assassini. (http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cultura/886386/La-foiba-dimenticata-di-Monrupino.html)
Eppure é tutto una grande, gigantesca bugia.

Qui una foto con i rapporti del commissario De Giorgi, sceso nella cavità già nell’ottobre del 1945.

Captura de pantalla 2017-05-03 a la(s) 17.31.14

Captura de pantalla 2017-05-03 a la(s) 17.31.38

Captura de pantalla 2017-05-03 a la(s) 17.31.57

Captura de pantalla 2017-05-03 a la(s) 17.32.13

La foiba in questione fu esplorata già negli ultimi mesi del 1945 da parte del commissario Umberto de Giorgi.
La sua relazione non parla di migliaia di cadaveri di italiani, “uccisi solo perché italiani”, bensì di soldati tedeschi. Avete capito bene: SOLDATI TEDESCHI!
Corpi di soldati morti durante la battaglia di Opicina o, loro si, giustiziati dai partigiani.
Addirittura Giorgio Rustia, pseudostorico vicino a Forza Nuova deve ammettere nel 2000 nel suo “controperazione foibe” che “la foiba di Monrupino è un eccesso della nostra storiografia che ha voluto creare una foiba in cui saranno stati buttati una dozzina o una ventina di soldati tedeschi”.

Eppure, come ci ricorda un giovane dalle idee confuse con un orrendo fotomontaggio, la foiba è diventata monumento nazionale, a ricordo delle migliaia di vittime colpevoli solamente di essere italiane.

C’è anche chi, nonostante le evidenze mi commenta che “Ovviamente questi documenti xè gli unici attendibili e tutto el resto, ovvero la stragrande maggioranza dei storici, fa tutti propaganda?! A sto punto no credevo alle scie chimiche, ma quasi quasi inizio a pensare che quei quattro mone che le sostien ga ragion…”.
Si, sono documenti attendibili. E si, sono documenti che, come in altri casi, vengono bellamente ignorati da chi bellamente ci amministra. E no, la storiografia delle foibe documenti come questi non li ha.

E dopo queste evidenze, che smentiscono una storia propagandistica a uso e consumo dei nazionalisti italiani, volete ancora credere a quello che ci propinano le istituzioni che ci amministrano?

Smentire falsi miti: gli indipendentisti sono italofobi

Care amiche, cari amici,
Ormai da qualche tempo un gruppetto sempre più impaurito di ultra nazionalisti sta diffondendo l’idea che gli indipendentisti sono italofobi.
Questo ovviamente scontra fortemente con la realtà: chi è a contatto con la galassia indipendentista sa perfettamente che molti triestini di etnia italiana appoggiano la creazione del TLT.
Ma chi sono questi individui che gridano all’ “italofobia”? Sono quelli che per decenni hanno approfittato dei nazionalismi contrapposti. Sono quelli che per decenni hanno usato comunismo e titini come spauracchio per i triestini per raggiungere i loro scopi. Sono gli stessi che hanno lottato per anni contro il bilinguismo. Sono quelli che per un proprio tornaconto personale hanno accettato e continuano ad accettare tutto quello che arriva da Roma come oro colato, nonostante danneggi Trieste e i suoi abitanti.
Queste persone, spaventate dal poter perdere i loro privilegi o dover competere su basi egualitarie, starnazzano e gridano ai quattro venti, bloccando qualsiasi dialogo costruttivo e avendo come unico argomento la propaganda del ventennio.

razzismo-fascista
Una delle fonti d’ispirazione dei nazionalisti italiani a Trieste

Se non tollerare questo gruppetto di ultra nazionalisti, che richiamano spesso e volentieri al fascismo, è esser italofobo, ebbene, io sono italofobo. Se essere contro il militarismo di stampo fascista che vuole violentare la storia di Trieste e dei triestini vuol dire essere italofobo, ebbene sono italofobo. Se essere a favore dell’uguaglianza tra tutti i cittadini di Trieste indipendentemente dalla loro etnia, credo politico, lingua o religione vuol dire essere italofobo, ebbene sono italofobo. Se volere un cambio, allontanarsi dai pessimi costumi della politica italiana e dalla disastrosa amministrazione di Trieste vuol dire essere italofobo, ebbene, sono italofobo.
Pensateci bene triestine e triestini: queste persone che inspiegabilmente lottano contro il benessere e il progresso di Trieste sono le uniche che perderebbero i loro vantaggi.

razzismo-italia-illuminismo-new