Riconoscimenti e maquillage politico

Riconoscimenti e maquillage politico

Care amiche, cari amici,

Senza un perché l’attuale sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha premiato con il sigillo trecentesco della città Marina Monassi, ex direttrice del porto.

La cosa ovviamente non è andata giù a molte persone: i commenti a riguardo vanno dall’ “imbarazzante” allo “stomachevole”. Probabilmente il più azzeccato è quello fatto da Antonella Grim: «è un inchino di Dipiazza a Giulio Camber, al vecchio potere che non molla e che allunga le mani sulla città».

Oltre a essere l’amante di uno dei ras della politica triestina (nonché una delle principali cause del “no se pol”) Marina Monassi ha un curriculum decisamente strano, senza nessuna qualifica tecnica che la potesse indicare come presidentessa del porto (qui il curriculum). Come una biologa (con maturità classica) abbia potuto essere Direttore Centro Pilota per la Difesa del Mare di Fiumicino, Funzionario direttivo del Ministero della Marina Mercantile, Direttore Generale di Acegas Aps Spa di Trieste, Vicepresidente di Unicredit Corporate Banking, Componente del Comitato Controllo Interno & Rischi di Unicredit Corporate Banking, Componente del Comitato Esecutivo di Unicredit Corporate Banking Componente ,Consiglio Direttivo Federambiente Componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze e poi direttrice del Porto di Trieste è un mistero. O forse no, viste le conoscenze della signora.

Risalta inoltre la carica di Amministratore Unico di Porto Vecchio s.r.l., grazie alla quale le imprese che ancora vi lavoravano sono state cacciate dalla zona, per renderla una zona abbandonata e proporla come zona da “restituire alla città”.

Che dire poi dell’aumento dello stipendio di 120 mila euro, grazie a un trucco infame, ossia quello di mettersi la residenza in un’altra città?

Insomma, una persona non solo dannosa, ma vergognosa, che ha agito in maniera totalmente contraria agli interessi del porto e della città.

Come mai questo premio?

Perchè i premi hanno comunque un peso e, a chi non conoscesse il personaggio e il suo operato, potrebbe sembrare che Marina Monassi abbia fatto il bene del porto. Una specie di maquillage politico in vista dei cambiamenti che stanno per arrivare nel porto e nel Territorio di Trieste.

Il prossimo premiato, Francesco Russo. Quello che diceva: “i punti franchi sono il problema”. Quello che ha operato in maniera truffaldina per bloccare il punto franco nord grazie alla sua “sdemanializzazione”. Quello della spiaggia di sabbia a Trieste.

Quanti e quali altri salti della quaglia degli amministratori di Trieste delizieranno l’estate cittadina, per cercare di presentarsi come innocenti angioletti e cercare di restare al potere?

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Lettera aperta a Paolo Rumiz

Egregio Paolo Rumiz,
Non la conosco di persona; devo dire che in questi ultimi anni ho apprezzato la riscoperta delle sue origini, tentando di ricostruire la storia dei nostri concittadini che hanno lottato per difendere l’Impero durante la Grande Guerra, così come ho letto con piacere la ricostruzione di quella tragicommedia che sono le vicende del porto triestino.
Purtroppo, però, mi sono ritrovato a leggere il suo spot elettorale a favore dell’attuale sindaco Roberto Cosolini. Non so se Lei manca da tempo a Trieste o se il suo intervento sia un’articolo commissionato ad hoc, però palesa un completo distacco dalla realtà cittadina. Prima di tutto la descrizione del panorama politico: sembra che esista solo il dualismo PD/PDL, “destra” contro “sinistra”, “bene” contro “male”, on/off. Oltre al fatto che queste aree politiche hanno dimostrato preoccupanti interessi trasversali, palesemente contrari al bene di Trieste, Lei ha dimenticato altre aree, come quella indipendentista e il M5S: le forze antisistema. Come mai questa dimenticanza? E’ una cosa grave, gravissima: pensare che questo sistema marcio e corrotto fino al midollo possa durare per sempre è semplicemente assurdo e illogico.
Se già questo pensiero mi sembra grave, lesivo all’intelligenza dei nostri concittadini, il resto dell’articolo è ancora peggiore. L’elogiare chi si sta dimostrando uno dei peggiori sindaci della storia di Trieste non è solo patetico,è gravissimo. Dire che Roberto Cosolini sia uno che “si è fatto il mazzo” o che grazie alla sua opera la Ferriera di Servola sia “su un’ardua strada del risanamento” sono pietose bugie, che dimostrano solo quanto l’oligarchia al potere creda che i triestini abbiano una memoria da pesce rosso, ossia che non duri più di cinque minuti.
Caro Rumiz, si faccia un’esame di coscienza e vada a camminare un po’ per Trieste. Vedrà le decine di serrande abbassate, molta meno gente di 10 anni fa, il tutto un po più sporco. E questo solo per citare le cose immediatamente visibili. Se poi vuole cercare un po’ più a fondo, potrà trovare i nepotismi, i favori agli amici, la svendita dell’Acega, la volontà di NON riconvertire la ferriera, la speculazione sul Punto Franco Nord e tante altre porcherie.
Non si preoccupi, non sono un fan dell’altro Roberto: sono un indipendentista convinto. Convinto che l’unica possibilità per far rinascere la nostra città e le zone limitrofe sia l’indipendenza da un paese che ci sta solamente amministrando (male) e che ci sta lentamente avvelenando, che sta allontanando i nostri giovani, che ci ha portato violenza, razzismo, crisi economica, sociale e di valori.
Vuole evitare che i triestini continuino a fare i “taffazzi”? Bene, li inviti a chiedere a gran voce il rispetto del trattato di pace di Parigi. Nulla più.

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Il ventennio fascista che ancora sopravvive

Care amiche, cari amici,

Il futuro ex sindaco, sempre più nel panico, sia per cosa sta avvenendo a livello internazionale, sia per le lotte intestine del suo stesso partito, sia per il risvegliarsi dei triestini, sta dando il peggio di se.
Oltre alle solite promesse elettorali (ricordate quelle di cinque anni fa? “Trieste torna grande”- lo abbiamo visto), l’esimio Cosolini cerca alleanze a destra e sinistra. Poco importa se a destra, estrema destra.
Dopo la cittadinanza TRIESTINA al menestrello di regime Cristicchi, premiato per uno spettacolo teatrale propagandistico sugli istriani con il solito refrain di “italiani brava gente” e “italiani vittime” tanto cari ai post fascisti (omettendo gli orrendi crimini perpetrati dal regime mussoliniano e italiano in queste zone a partire dal 1919), mercoledì ha concesso il sigillo trecentesco della città a nientepopodimeno che la Lega Nazionale.
La Lega Nazionale, ossia quell’associazione che ha diffuso odio e creato problemi di convivenza durante gli ultimi anni dell’Impero asburgico, lautamente finanziata dal Regno d’Italia, chiusa durante il fascismo (chiaramente non serviva più) e rinata dopo che l’Italia ha perso la sovranità su Trieste, finanziata questa volta dall’UZC.
Proprio così: un’associazione nazionalista, che appoggia gruppi neofascisti, che continua a sputare odio e razzismo, che lotta per il bilinguismo e per “Istria Fiume e Dalmazia”, diffondendo la mitologia fascista.
Un po’ come se il sindaco di Danzica premiasse un’associazione che appoggia i neonazisti.
Eppure questo accade a Trieste, da parte di un sindaco di “sinistra”, erede del Partito Comunista, sotto l’amministrazione italiana del Territorio Libero di Trieste.
Il tutto ovviamente condito da una forte presenza nella politica e nell’economia cittadina (se qualcuno non mi crede, confronti il cda che ha fatto fallire le COOP con l’organigramma della lega nazionale…).
Lancio quindi una proposta: perché non chiudere tutte le associazioni che propagandano odio razziale, nazionalismo, superiorità etnica, esaltazione del militarismo?
A guadagnarci sarebbero i triestini. TUTTI.

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FERRIERA: MANIFESTAZIONE CITTADINA

Care triestine, cari triestini,

Questo post non vuole essere né a favore della mia candidatura, né a favore dell’indipendenza.
Vuole essere un’invito a tutti i triestini.
Un’invito a partecipare alla manifestazione del 31 gennaio indetta dal “Comitato 5 Dicembre – Giustizia Salute Lavoro”; è una causa giusta, che va al di lá delle ideologie, dei partiti, dei litigi.
In ballo c’è la salute di tutti noi, nessuno escluso.
Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo partecipare attivamente, deve finire il “no se pol” che ci stanno imponendo.
Se non facciamo qualcosa, e non lo facciamo ADESSO, potrebbe essere troppo tardi.
Ci vediamo il 31 gennaio alle ore 15:00 in piazza Oberdank/piazza della Caserma.
NON MANCATE!
https://www.facebook.com/events/163090560718128/

 

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Goebbels insegna: “il piccolo” e il “Principio dell’unanimità”.

Care amiche, cari amici,
quest’oggi il quotidiano monopolista locale di proprietà del PD, ci delizia con un sondaggio evidente manipolato e senza riscontro della realtà, che ha subito causato reazioni indignate da parte di gran parte della cittadinanza.
Ma perché fare questo, in palese contrasto con l’opinione dei triestini?
Semplice, il famoso “bugiardello” segue i dettami della propaganda scritti dal ministro della propaganda nazista, Joseph Goebbels.
Il punto 11 della lista stilata dal Reichminister recita:
“11. Principio dell’unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.”
Risulta quindi chiaro l’obiettivo del periodico: manipolare l’opinione pubblica per tentare di rialzare la popolarità del sindaco più disastroso della storia di Trieste.
Ma d’altronde, cosa ci si può aspettare da un giornale simile?

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Chi sbaglia deve pagare.

Care amiche, cari amici,
sembra che il peggio a Trieste non abbia mai fine.
Dopo la truffa delle Cooperative Operaie, dove sembra non esserci nessun colpevole, ma solo le vittime, ossia i cittadini, stiamo assistendo a un’altra triste pagliacciata: il rilascio dell’AIA alla ferriera di proprietà del cavalier Arvedi.
Per chi non lo sapesse Arvedi è una vecchia volpe tra gli industriali della vicina repubblica italiana: finanzia i maggiori partiti senza vergogna, per ricevere a cambio lucrosi affari. Alle ultime elezioni, nel dubbio, aveva dato 300mila euro rispettivamente a PD e PDL.
E questa cifra è solamente quella dichiarata ufficialmente.

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Una coppia di personaggi a quali di Trieste non importa nulla: Arvedi e Cosolini

Non deve quindi sorprendere che l’attuale sindaco, da molti giudicato come il peggiore della storia di Trieste, abbia dato in mano la ferriera a questa persona, ignorando prima i vari progetti di riconversione dell’impianto che erano stati presentati (vedi https://marcofrank.net/2015/11/12/quinto-punto-del-programma-riconversione-della-ferriera-di-servola/), tutte le segnalazioni dei ripetuti e innumerevoli sforamenti della ferriera poi.
Illegalità su illegalità, il tutto per spremere fino all’ultima goccia il territorio dell’ultima colonia italiana, Trieste.
Che poi la gente si ammali e muoia, non importa.

Come ho già detto, dico e dirò: gli amministratori passati devono essere processati e pagare le loro colpe contro la comunità. La figura del politico impunibile, corrotto e staccato dalla cittadinanza deve sparire.

Le prossime elezioni sono un’occasione, la nostra occasione, per cambiare questo stato di cose.

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L’inquinamento visibile dallo spazio..non servono commenti

Le mani sul punto franco nord

Care amiche, cari amici,

avete mai visto il film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi?
Nel prologo si spiega brevemente ma in maniera puntuale e completa il perché della speculazione edilizia.
Provate a guardare il filmato; sostituite al primo uomo il carissimo senatore Francesco Russo che dice cosa dovrebbe fare il comune per fargli guadagnare il 5000% dell’investimento. Nella scena successiva sostituite il sindaco del film con il nostro “amatissimo” primo cittadino, Roberto Cosolini.
Fatto? Bene. Perché questa è la realta abituale degli attuali amministratori di Trieste.
Se vogliamo cambiarli, se vogliamo cambiare Trieste, bisogna agire, tutti uniti.