Il principio della rana bollita, ossia la situazione di Trieste

Care amiche, cari amici,

Dopo la pubblicazione e la diffusione delle notizie che ho ricevuto sulle Generali, mi sono arrivati svariati messaggi e commenti, che passano dalla preoccupazione all’ironia. La cosa che realmente mi turba è che molte persone, soprattutto dell’area nazionalista e del PD, etichettino questa notizia come “inutile allarmismo”. A queste persone e ai tanti altri triestini che continuano a dire “non succede niente, almeno non a me…passerà”, dedico questa fiaba.

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano.
Presto l’acqua diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda, un pò più di quanto la rana non apprezzi. La rana si scalda un pò tuttavia non si spaventa. Adesso l’acqua è davvero troppo calda, e la rana la trova molto sgradevole. Ma si è indebolita, e non ha la forza di reagire. La rana non ha la forza di reagire, dunque sopporta. Sopporta e non fa nulla per salvarsi. La temperatura sale ancora, e la rana, semplicemente, finisce morta bollita. Ma se l’acqua fosse stata già bollente, la rana non ci si sarebbe mai immersa, avrebbe dato un forte colpo di zampa per salvarsi.
Ciò significa che quando un cambiamento viene effettuato in maniera sufficientemente lenta e graduale sfugge alla coscienza e non suscita nessuna reazione, nessuna opposizione.

Pensate adesso a Trieste; poco più di cento anni fa era il primo porto adriatico, prospero centro commerciale, fioriva la cantieristica e la popolazione stava aumentando. Pensiamo alla situazione attuale: scalo con mille problemi e limitazioni, industria azzerata, aziende in procinto di partire, popolazione in calo verticale, commercio allo sfacelo.
Come siamo arrivati a permettere tutto ciò? Facile, lo hanno tolto un pezzettino alla volta: Lloyd triestino, cantiere San Marco, fiera campionaria, industrie, EZIT. L’ultimo della lista sembra essere il Punto Franco Nord, destinato alla speculazione edilizia.
Inutile fare gli struzzi e attaccare chi dipinge la realtà tacciandolo di “disfattista” o “bugiardo”: questa è la triste situazione della nostra amata città.
E voi cari amici..siete anche voi rane bollite, o avete ancora la forza per uscire dalla pentola?
PENSATECI BENE, E FATE PENSARE QUELLI CHE CONOSCETE.

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Nascondere la luna con un dito

Care amiche, cari amici,

Gli ultranazionalisti a Trieste sembrano sempre più spaventati: dopo decenni d’impunità per le loro vessazioni e aiuti da parte del governo italiano, si avvicina sempre più il momento nel quale saranno uguali a tutti i triestini delle altre comunità.
Come una belva moribonda, il nazionalismo italiano cerca disperatamente ogni occasione per tentare di riaffermarsi, con scarso successo, come si è visto durante gli show nazional-militaristi degli ultimi anni, disertati dalla stragrande maggioranza della popolazione.
Se a questo si aggiunge che il governo italiano amministri in maniera pessima il Territorio di Trieste, lo saccheggi e taglieggi la popolazione per mezzo di tasse non dovute a Roma, non ci si deve meravigliare che una parte dei triestini guardi con nostalgia all’Austria, a suo tempo buona amministratrice di Trieste.

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Lo scorso 6 gennaio infatti, alla partita per le qualificazioni ai mondiali di pallamano, un gruppo di triestini ha tifato per la squadra austriaca e non per la rappresentativa del governo amministratore di Trieste.
In segno di protesta molti dei triestini presenti sono rimasti seduti in silenzio durante l’esecuzione dell’inno italiano. Una protesta pacata e silenziosa, contro chi sta saccheggiando un territorio che dovrebbe solamente amministrare. Da qui l’assurda querelle del rappresentante della destra coloniale italiana, Paolo Rovis:
„«Durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli sono rimasti seduti – spiega Rovis -. Alcuni spettatori di Reggio Emilia si meravigliano della maleducazione degli “austriaci”. Ho dovuto dire loro che quelli con l’Austria c’entrano nulla e che, purtroppo, sono triestini. Che vergogna».“ (da http://www.triesteprima.it/politica/italia-austria-vergogna-tifosi-6-gennaio-2016.html ).
Qui potete vedere una vera reazione da maleducati durante un’inno:
http://video.corriere.it/inno-mameli-fischiato-olimpico/979362ee-d2fd-11e3-8ae9-e79ccd3c38b8

Perché questa polemica sparata ai quattro venti? Perché tanta veemenza in rete per una protesta pacifica e silenziosa, definendo “maleducati” gli indipendentisti?
Semplice, per nascondere quanto accaduto all’ingresso del PalaTrieste Cesare Rubini. Quello che non dice il buon Rovis è che la polizia ha sequestrato a tifosi triestini e austriaci le bandiere della Trieste austriaca, con l’alabarda color giallo su campo bianco rosso. Avete letto bene: non si poteva entrare con una bandiera, che veniva sequestrata, mentre a pochi metri di distanza venivano distribuite gratuitamente bandierine tricolori e si permetteva a un gruppetto ultranazionalista di estrema destra di esporre le proprie bandiere. Becero nazionalismo unito alla negazione di uno dei diritti fondamentali dell’uomo.

L’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani recita:
“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Evidentemente questo non vale per il governo italiano, soprattutto nel Territorio di Trieste, dove quest’altra violazione si aggiunge alle tante altre commesse nell’arco di decenni.
Una cosa del genere, in qualsiasi altro paese, avrebbe destato l’interesse della stampa e causato seri problemi sia ai poliziotti che hanno eseguito l’ordine, sia a chi quell’ordine l’ha dato. Invece il solito satrapo locale cerca di nascondere l’ennesima vergogna dell’amministrazione del governo italiano nel Territorio di Trieste.
L’ennesimo tentativo di nascondere la luna con un dito, sperando che i triestini non si risveglino.
Peccato per loro che sia già troppo tardi.

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FERRIERA: MANIFESTAZIONE CITTADINA

Care triestine, cari triestini,

Questo post non vuole essere né a favore della mia candidatura, né a favore dell’indipendenza.
Vuole essere un’invito a tutti i triestini.
Un’invito a partecipare alla manifestazione del 31 gennaio indetta dal “Comitato 5 Dicembre – Giustizia Salute Lavoro”; è una causa giusta, che va al di lá delle ideologie, dei partiti, dei litigi.
In ballo c’è la salute di tutti noi, nessuno escluso.
Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo partecipare attivamente, deve finire il “no se pol” che ci stanno imponendo.
Se non facciamo qualcosa, e non lo facciamo ADESSO, potrebbe essere troppo tardi.
Ci vediamo il 31 gennaio alle ore 15:00 in piazza Oberdank/piazza della Caserma.
NON MANCATE!
https://www.facebook.com/events/163090560718128/

 

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Smentire falsi miti: gli indipendentisti sono italofobi

Care amiche, cari amici,
Ormai da qualche tempo un gruppetto sempre più impaurito di ultra nazionalisti sta diffondendo l’idea che gli indipendentisti sono italofobi.
Questo ovviamente scontra fortemente con la realtà: chi è a contatto con la galassia indipendentista sa perfettamente che molti triestini di etnia italiana appoggiano la creazione del TLT.
Ma chi sono questi individui che gridano all’ “italofobia”? Sono quelli che per decenni hanno approfittato dei nazionalismi contrapposti. Sono quelli che per decenni hanno usato comunismo e titini come spauracchio per i triestini per raggiungere i loro scopi. Sono gli stessi che hanno lottato per anni contro il bilinguismo. Sono quelli che per un proprio tornaconto personale hanno accettato e continuano ad accettare tutto quello che arriva da Roma come oro colato, nonostante danneggi Trieste e i suoi abitanti.
Queste persone, spaventate dal poter perdere i loro privilegi o dover competere su basi egualitarie, starnazzano e gridano ai quattro venti, bloccando qualsiasi dialogo costruttivo e avendo come unico argomento la propaganda del ventennio.

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Una delle fonti d’ispirazione dei nazionalisti italiani a Trieste

Se non tollerare questo gruppetto di ultra nazionalisti, che richiamano spesso e volentieri al fascismo, è esser italofobo, ebbene, io sono italofobo. Se essere contro il militarismo di stampo fascista che vuole violentare la storia di Trieste e dei triestini vuol dire essere italofobo, ebbene sono italofobo. Se essere a favore dell’uguaglianza tra tutti i cittadini di Trieste indipendentemente dalla loro etnia, credo politico, lingua o religione vuol dire essere italofobo, ebbene sono italofobo. Se volere un cambio, allontanarsi dai pessimi costumi della politica italiana e dalla disastrosa amministrazione di Trieste vuol dire essere italofobo, ebbene, sono italofobo.
Pensateci bene triestine e triestini: queste persone che inspiegabilmente lottano contro il benessere e il progresso di Trieste sono le uniche che perderebbero i loro vantaggi.

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“No se pol”…o “NO SE VOL”?

Care amiche, cari amici,

E’ di ieri la notizia che Trieste precipita sempre più in basso nella classifica del sole 24 ore sulla qualità della vita. Certo, sembra molto strano nella città guidata dal sindaco del “Trieste torna grande”.
Se andiamo a vedere la classifica, vediamo dati ancor più preoccupanti:
73° posto per “Affari & lavoro” e “Ordine pubblico”;
103° posto per Impieghi su depositi totali in %;
penultima posizione per quanto concerne i giovani imprenditori;
ultimo posto per “imprese registrate nel 2014”;
4° posto su “Sofferenze sugli impieghi totali in %”.
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Eppure, nonostante questi dati ALLARMANTI, l‘attuale amministrazione ha altre preoccupazioni, distanti anni luce dai bisogni più pressanti della cittadinanza: piste ciclabili (belle e utili, certamente; ma quando l’economia soffre vanno in secondo piano), speculazioni edilizie, svendita dell’Acegas a Hera (con tutti i disservizi), la famosa “Trieste città turistica” fatta spostando i musei in periferia e lasciando al degrado tutta la città(basti pensare inoltre che Venezia, centro turistico mondiale, vede la sua popolazione ridotta a 60mila persone..) e la famosa “sdemanializzazione”, che ha bloccato il punto franco nord per un anno e per chissà quanto tempo ancora.
Queste, che sono solamente alcune delle “brillanti” iniziative del partito coloniale famoso come “PD”, sono etichettate dai sedicenti intellettualoidi radical chic come la politica del “Se pol”. Tutto il resto è catalogato dagli stessi come quello “no se pol”.
Cosa vogliamo noi, quelli etichettati con il “no se pol”?
Vogliamo creare lavoro, applicando l’allegato VIII, usufruendo delle zone franche per la trasformazione di merci estero per estero, usando il paradiso fiscale previsto dal GATT.
Vogliamo la riconversione della ferriera, per mettere fine all’avvelenamento del territorio e dei suoi cittadini senza perdere posti di lavoro.
Vogliamo che i colpevoli di malversamento e chi ha lucrato sul bene pubblico siano puniti.
Vogliamo un futuro degno per i nostri figli, senza che siano obbligati a emigrare.
E queste sono solo alcune delle cose che proponiamo, quelle più urgenti.
Ah no, ma no siamo quelli del “no se pol”.
Quando qualcuno vi etichetta o vi dice che “no se pol”, pensateci bene.
Ve lo dice perché sul serio non si può o forse perché lui non vuole nessun cambio, timoroso di perdere i suoi piccoli o grandi privilegi?

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Smentire falsi miti: non si pagheranno più tasse

Care amiche, cari amici,

In questi anni di risveglio dell’indipendentismo, aiutato dalla possibilità di accedere finalmente a documenti e leggi nascosti da decenni, si sono anche sviluppati falsi miti sul TLT. La voglia di libertà, lo stress per le tasse sempre più alte, il vedere la città sempre più in crisi, hanno sicuramente favorito la creazione e la diffusione degli stessi. Vedremo di sfatarli e proporre un’azione energica e concreta per Trieste, senza che nessuno possa più attaccarci o cercare di ridicolizzarci.

Primo mito: Con l’indipendenza non si pagheranno più le tasse. FALSO.
Con il Territorio Libero di Trieste si pagherebbero le tasse, in misura minore e, soprattutto, resterebbero a Trieste. Immaginate che pagando le tasse attuali, il territorio triestino disporrebbe ogni anno di almeno 1 miliardo e 200 milioni da investire per migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini.
Pensateci bene. Volete pagare tasse che vanno a essere bruciate da uno stato corrotto che continua a saccheggiare Trieste, o preferite pagare tasse che producono investimenti reali nel territorio per il vostro benessere e quello dei vostri cari?

 

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Quanto guadagna Roma con Trieste?

Care amiche, cari amici,
Nel post precedente abbiamo visto quanto spende il governo italiano per gestire Trieste. Possiamo dire che i quasi 2 miliardi di euro fanno una certa impressione.
Ma quanto guadagna Roma con il Territorio di Trieste?
Usando i dati dell’agenzia delle entrate e moltiplicandoli per il numero di abitanti, potremo vedere gli introiti che lo stato italiano ottiene da Trieste annualmente. Ovviamente non sono contemplate le entrate ottenute dalla SIOT, dalle aziende presenti sul territorio (come Illy e Generali per esempio) e dal porto. Il calcolo è fondato sulla pressione fiscale esercitata su ogni singolo cittadino, neonati inclusi (poteri della statistica).
Per continuare con i “conti della serva” ho diviso il totale delle entrate dello stato italiano per gli abitanti e poi ho moltiplicato il risultato per il numero di triestini, come da dati dell’agenzia delle entrate e dell’Istat.

I dati sulle imposte vengono da questa pagina, ossia dal ministero delle finanze:
http://www.finanze.gov.it/export/download/entrate_tributarie_2015/Bollettino_entrate_appendici_statistiche_GennaioOttobre2015.pdf?aggiornato=1449495364
Vediamo i risultati.
I dati sono dati in milioni di euro, quindi 1 = 1.000.000
Crediateci o meno, queste sono la maggiorparte delle voci delle tasse dello stato italiano.
Se non volete leggere le 32 voci, passate alla seguente immagine; in caso contrario continuate a leggere.

La imposte dirette ed indirette ammontano a 419.293 milioni di euro.
L’irpef ammonta a 163.749 milioni di euro.
L’ires ammonta a 32.357 milioni di euro.
L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi ammonta a 10.080 milioni di euro.
La  Ritenuta interessi banche ammonta a 2.157 milioni di euro.
La  Ritenuta interessi obbligazioni ammonta a 4.978 milioni di euro.
Le  Imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze ammontano a 2.838 milioni di euro.
L’ Imposta sulle riserve matematiche dei rami vita delle imprese assicurative ammonta a 2.114 milioni di euro.
L’imposta di registro ammonta a 4.263 milioni di euro.
L’IVA ammonta a 114.778 milioni di euro.
Il bollo ammonta a 7.933 milioni di euro.
Le imposte sulle assicurazioni ammontano a 2.940 milioni di euro.
Le Tasse e imposte ipotecarie ammontano a 1.699 milioni di euro.
L’Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)  ammonta a 401 milioni di euro.
I  Canoni di abbonamento radio e TV ammontano a 1.702 milioni di euro.
Le concessioni governative ammontano a 1.350 milioni di euro.
Le tasse automobilistiche ammontano a 576 milioni di euro.
L’ Imposta sugli spettacoli e sul gioco nelle case da gioco ammonta a 39 milioni di euro.
Le imposte su successioni e donazioni ammontano a 587 milioni di euro.
I diritti catastali e di scritturato ammontano a 594 milioni di euro.
L’accisa e imposta erariale di consumo sugli spiriti ammonta a 582 milioni di euro.
L’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi ammonta a 25.919.
L’ accisa e imposta erariale di consumo sui gas incondensabili ammonta a  541.
L’accisa  sull’energia elettrica e addizionali ammonta a 2.855 milioni di euro.
L’accisa  sul gas naturale per combustione ammonta a 4144 milioni di euro.
L’imposta di consumo sugli oli lubrificanti e sui bitumi di petrolio ammonta a 293 milioni di euro.
L’imposta sul consumo sui tabacchi ammonta a 10.540 milioni di euro.
I proventi del lotto ammontano a 6.629 milioni di euro.
I proventi delle attività di gioco ammontano a 394 milioni di euro.
I guadagni degli apparecchi e congegni di gioco (ossia le slot machine) ammontano a 4.261 milioni di euro.

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Se avete resistito alle 32 voci delle entrate dello stato italiano, o semplicemente avete scorso il post, preparatevi, qui c’è il totale delle entrate dello stato italiano:
830.586.000.000 euro. Ossia 830 miliardi e 586 milioni di euro più spicci.
Dividiamo per il numero di abitanti della repubblica italiana,tra cui sono conteggiati anche quelli del Territorio Libero di Trieste, che sono da dati Istat 60.782.668.
830.586.000.000 / 60.782.668 = 13.664,849 euro di imposte a persona.
Fa rabbrividire vero?
Moltiplichiamo il risultato ottenuto per i residenti nel Territorio di Trieste, che sempre da dati istat, ammonta a 236.073 abitanti.
236.073 x 13.664,849 = 3.225.901.975,408 euro.
Leggansi 3 miliardi 225 milioni 901 mila 975 euro.
Niente male vero? Con un’evasione fiscale pari a zero, il governo italiano raccoglie 3.225.901.975 euro ogni anno.
Se a questa cifra leviamo 1.943.108.922 di spese (vedi il post di ieri, https://marcofrank.net/2015/12/14/quanto-spende-roma-per-trieste/) otteniamo il guadagno netto per lo stato italiano dalla sua ultima colonia, che è di 1.282.793.053,408  euro.
Si, avete letto bene: un miliardo 282 milioni 793mila 53 euro. Il tutto, come già detto prima, senza contare le entrate del porto, della Siot, delle grandi imprese presenti a Trieste.
Eliminando quindi i deliri nazionalisti smentiti dalla logica e dalla storia, avete capito perché l’italia vuole Trieste?
Un concorrente in meno per i suoi porti e, aspettando che Trieste si riduca a un villaggio di pescatori, tanto ma tanto guadagno.
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Quanto spende Roma per Trieste?

Care amiche, care amici,

uno dei leit motiv di una certa parte politica filoitaliana e nazionalista è: “ma come farebbe Trieste senza Roma?L’italia paga tutto”
Andiamo a fare un po i conti della serva..
Andremo a basarci su dati istat, Inps, Ocse, del Comune di Trieste e del Sole 24 ore.

Da dati Istat riferiti al 2014, il territorio di Trieste ha 236.073 abitanti. Questo numero, moltiplicato per i dati forniti da varie istituzioni sulla spesa procapite da parte del governo italiano, potranno aiutare a farci un’idea della spesa fatta per Trieste da parte di Roma.
Si considereranno la sanità, il costo della politica e della burocrazia, il costo della polizia, della difesa, l’educazione, le pensioni (anche se non dovrebbero essere calcolate, visto che sono pagate dal lavoratore durante la sua vita) e il contributo alle spese dei comuni locali.

Per la sanitá il governo italiano spende 1816 € per persona:
236.073 x 1816 = 428.708.568 €

I costi di politica e burocrazia ammontano a 662 € per persona:
236.073 x 662 = 156.280.326 €

Per la polizia si spendono 133 € per persona:
236.073 x 133 = 31.397.709 €

Per la difesa (esercito, VVFF, carabinieri) si spendono 407 € per persona:
236.073 x 407 = 105.524.631 €

Per l’educazione si spendono 948,4 € per persona:
236.073 x 948,4 = 223.891.633 €

Per le pensioni si spendono 3882 € per persona:
236.073 x 3882 = 916.435.386 €

A questo si aggiunge il contributo alle spese comunali. Come annunciato dal sindaco Cosolini, Roma apporta il 2% della spesa comunale.
Il bilancio di previsione del Comune di Trieste per il 2015 pone come spesa 673.922.248,55 €.
673.922.248,55 x 2% = 13.478.445 €
Per facilitare il calcolo, moltiplichiamo questa cifra per i 6 comuni del territorio di Trieste, anche se è ovvio che i comuni piú piccoli non si avvicinano neanche lontanamente a questa spesa:
13.478.455 x 6 = 80.870.669 €

Sommiamo quindi le spese cosí ricavate:
428.708.568  +
156.280.326  +
31.397.709 +
105.524.631  +
223.891.633 +
916.435.386 +
80.870.669 +
TOT. 1.943.108.922 €

Il governo italiano spende quindi 1 miliardo 943 milioni 108 mila e 922 euro nel Territorio di Trieste.
Alcune spese appaiono ovviamente esagerate, come quelle per l’istruzione e la difesa, me lasciamole così come stanno.
Ma quanto guadagna da Trieste? Lo vedremo nel prossimo post.

Fonti:
http://www.tuttitalia.it/friuli-venezia-giulia/provincia-di-trieste/statistiche/popolazione-andamento-demografico/

Fai clic per accedere a all_1_bilancio_annuale_emendato.pdf

Fai clic per accedere a rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.linkiesta.it/it/article/2014/06/30/spesa-pubblica-il-disastro-italiano-in-dieci-punti/21977/

Fai clic per accedere a Bilancio-sociale-Inps-tre.pdf

 

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Fai clic per accedere a all_1_bilancio_annuale_emendato.pdf

Fai clic per accedere a rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

Fai clic per accedere a rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

Fai clic per accedere a rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

Fai clic per accedere a rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

Decimo punto del programma: l’applicazione delle leggi vigenti sul Territorio Libero di Trieste

Care amiche, cari amici,
Ogni tanto le cose più semplici e banali, sono quelle che possono cambiare molte cose, come ad esempio applicare le leggi vigenti sul territorio di Trieste.
Non esiste solo l’allegato VIII (comunque fondamentale per la ripresa della città) : ci sono molte altre leggi a favore di Trieste .
Molte persone mi hanno chiesto: “Ma cosa potrebbe fare il sindaco? Dove troverebbe le risorse?”. La risposta è molto semplice,usando le norme che già esistono e non sono usate nel nostro territorio
Facciamo un esempio.
Sapete cos’è un paradiso fiscale? E un centro finanziario offshore?
Il paradiso fiscale, dice il dizionario Treccani, “individua un Paese che offre un trattamento fiscale privilegiato, rispetto alla generalità degli altri Stati, al fine di attirare capitali di provenienza estera.”
Il centro finanziaro offshore  “è un piccolo paese che attira insediamenti per operazioni finanziarie offrendo vantaggi fiscali”.
Alcuni esempi di paradisi fiscali e centri finanziari offshore? Liechtenstein e Andorra, paesi con un benessere diffuso, disoccupazione praticamente azzerata, inflazione quasi inesistente. Per inciso,stati ben più piccoli del TLT,
Non è necessario essere degli esperti in economia per capire quanti investimenti e benessere un’area del genere attirerebbe a Trieste.
La cosa ironica è che la zona del Punto Franco Nord, altrimenti conosciuta come “porto vecchio” é un paradiso fiscale e un centro finanziaro offshore.
Proprio così: abbiamo una miniera d’oro sotto ai nostri occhi e non viene usata.
Non mi credete?
Potete controllare qui, valido tutt’oggi:
https://www.wto.org/english/tratop_e/region_e/regatt_e.htm
Aticolo XXIV del GATT, punto 3: “(b) Advantages accorded to the trade with the Free Territory of Trieste by countries contiguous to that territory, provided that such advantages are not in conflict with the Treaties of Peace arising out of the Second World War.”
Non solo, il nostro paradiso fiscale, fissato nel punto franco nord,  è ritenuto uno dei “Paradisi fiscali leciti”, come possiamo vedere qui:
http://societaoffshore.org/classifica-paradisi-fiscali

E questa è solo una delle tente leggi e dei tanti trattati che gravano sul Territorio Libero di Trieste, colpevolmente non applicati dai nostri amministratori/colonizzatori.
Potremmo farcela da soli, una volta raggiunta la tanto agognata indipendenza da uno stato che ci sta trattando come una colonia?
La risposta è una, ed è molto semplice:SI. E anche molto bene.

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Per approfondire: 

http://territoriolibero.net/2013/04/trieste-e-loffshore/

Chi sbaglia deve pagare.

Care amiche, cari amici,
sembra che il peggio a Trieste non abbia mai fine.
Dopo la truffa delle Cooperative Operaie, dove sembra non esserci nessun colpevole, ma solo le vittime, ossia i cittadini, stiamo assistendo a un’altra triste pagliacciata: il rilascio dell’AIA alla ferriera di proprietà del cavalier Arvedi.
Per chi non lo sapesse Arvedi è una vecchia volpe tra gli industriali della vicina repubblica italiana: finanzia i maggiori partiti senza vergogna, per ricevere a cambio lucrosi affari. Alle ultime elezioni, nel dubbio, aveva dato 300mila euro rispettivamente a PD e PDL.
E questa cifra è solamente quella dichiarata ufficialmente.

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Una coppia di personaggi a quali di Trieste non importa nulla: Arvedi e Cosolini

Non deve quindi sorprendere che l’attuale sindaco, da molti giudicato come il peggiore della storia di Trieste, abbia dato in mano la ferriera a questa persona, ignorando prima i vari progetti di riconversione dell’impianto che erano stati presentati (vedi https://marcofrank.net/2015/11/12/quinto-punto-del-programma-riconversione-della-ferriera-di-servola/), tutte le segnalazioni dei ripetuti e innumerevoli sforamenti della ferriera poi.
Illegalità su illegalità, il tutto per spremere fino all’ultima goccia il territorio dell’ultima colonia italiana, Trieste.
Che poi la gente si ammali e muoia, non importa.

Come ho già detto, dico e dirò: gli amministratori passati devono essere processati e pagare le loro colpe contro la comunità. La figura del politico impunibile, corrotto e staccato dalla cittadinanza deve sparire.

Le prossime elezioni sono un’occasione, la nostra occasione, per cambiare questo stato di cose.

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L’inquinamento visibile dallo spazio..non servono commenti