Dialogo semiserio tra uno STORICO e uno “storico”

Dialogo semiserio tra uno STORICO e uno “storico”

Care amiche, cari amici,

Dopo la pubblicazione del mio articolo sulla foiba 149, dove, nonostante il monumento costruitoci sopra, non si trovano vittime italiane, ho ricevuto vari commenti che vanno dall’insulto al ridicolo. Ho deciso quindi di scrivere un dialogo tra me e queste persone, riunendo i commenti che si trovano nelle varie reti sociali. Vedere il dialogo per credere. (N.B. il dialogo riporta i commenti che mi sono arrivati; gli errori sintattico-grammaticali che potete trovare..beh, sono stati scritti così)

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“Storico”: Nella foiba di Monrupino (149) non ci sono vittime italiane, bensì corpi di soldati tedeschi. Si tratta quindi di un falso storico, como già documentato dall’ispettore di polizia De Giorgi che nel ’45 si era calato nella voragine, investigato da Claudia Cernigoi e ammesso anche dallo storico di Forza Nuova Giorgio Rustia.
STORICO: Sei una merda. Vergognati.
“Storico”: Esimio, buon giorno. A parte la sua fine dialettica, potrebbe spiegarsi un po meglio?
STORICO: Non c’è niente da spiegare a che nega l’evidenza
“Storico”: Non vuole o meglio NON PUÒ spiegarsi, visto che le evidenze nell’articolo ci sono, e pure molto chiare?
STORICO: chi tenta di giustificare l’ingiustificabile è complice
“Storico”: Può gentilmente rispondere?
STORICO: Perché già per il fatto che stai tentando di negare un pezzo della nostra storia è di per se uno schifo assoluto e dovresti vergognartene. In ogni caso, come prima cosa chiedo: e chi sarebbe questo De Giorgi?
“Storico”: L’ispettore Umberto De Giorgi fu un maresciallo di Pubblica Sicurezza già durante il nazifascismo. Fondò la Polizia scientifica a Trieste e nell’immediato dopoguerra organizzò i recuperi delle salme degli “infoibati”, calandosi dentro le cavità con la sua squadra. Tra il 1945 ed il 1948 ha fatto ben 71 esplorazioni, recuperando nell’area dell’attuale FVG 464 salme, delle quali più di 200 appartenevano a soldati di varia nazionalità.
esodo_istriano_foto_fakeSTORICO:Perchè, secondo te, dovrebbe essere una fonte più accreditata delle altre? Secondo te è più accreditata la parola di un De Giorgi a caso o quella della mia cara nonna istriana che, in lacrime, mi raccontava delle cose terribili a cui ha dovuto assistere?
“Storico”: Mi dispiace per la tua famiglia. Come a te dovrebbe dispiacere della mia, che, oltre ad avere subito torture, violenze, privazioni e anche morti, ha avuto il dispiacere di vedere i propri carnefici prima farla franca (non c’è mai stato nessun processo per crimini di guerra in Italia), poi falsificare la storia trasformandosi in vittime. Nessuno, comunque nega che ci sia stata violenza anche da parte dei partigiani; si nega il fatto che ci sia stato un tentativo di pulizia etnica da parte dei titini, come largamente propagandato dalle istituzioni italiane e triestine, anche attraverso falsi storici come questa foiba.
STORICO:E’ più credibile la stronzata del tuo De Giorgi o il fatto incontrovertibile che i miei bisnonni non hanno potuto stare accanto a mio nonno e a mia mamma in quanto son stati uccisi proprio da quei bastardi infami dei titini? Perchè dovrei credere in quello che scrive un ispettore di polizia di uno stato che ha mentito per anni (soprattutto in quegli anni) ai suoi cittadini ? foibe
“Storico”: Beh, non credo i tuoi bisnonni, che a quanto pare erano istriani, si trovassero a Monrupino; in più De Giorgi si è calato dentro pochi mesi dopo la fine della guerra, durante l’amministrazione alleata della città. Inoltre dal 15 settembre Trieste non si trovava più sotto sovranità italiana. Quindi il governo italiano, in questa circostanza, c’entra veramente poco. I corpi di 2000 italiani dove sono finiti?
STORICO:Ti rendi conto oppure no del fatto che stai parlando con i nipoti/figli di quelli che quelle atrocità le hanno subite PERSONALMENTE? O con gente che ha, appunto, perso i propri cari proprio in quei buchi di merda? Perché diavolo devi venire qua a negare l’evidenza? Non ti è mai stato insegnato cosa sia il rispetto? Sopratutto dei morti …

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“Storico”: Stai parlando con il nipote e parente di chi ha subito pulizia etnica, torture, violenze, migrazioni forzate e altre belle cose. Fatte proprio da chi stai difendendo e coperte dai loro eredi politici. Chi sta mancando di rispetto a chi? O dimentichi un ventennio di “bonifica etnica”, senza il quale la situazione sarebbe stata ben diversa?

STORICO: Premesso che , non sono, ne i miei genitori n’è il sottoscritto responsabili di tutte quelle atrocità, riconoscendo che anche quello e stato un periodo buio della nostra storia, non credo che, rivangando annualmente tutto questo daremo a quelle anime la pace che meritano e che noi diciamo di volere.

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“Storico”: Finchè il governo italiano non solo non riconoscerà le sue colpe, ma le nasconderà con manifestazioni neofasciste e propagandando falsità storiche, non potremo avere una pace reale. L’attuale destra nazionalista al potere a Trieste può permettersi le sue azioni proprio perché legittimata nel suo ruolo di difensore della patria contro le orde slavocomuniste.
STORICO:ehhh bè se lo dice il sig. Frank….
“Storico”: Non lo dico io. Lo dicono documenti, testimonianze, foto. Ma ovviamente possono dare fastidio, visto che vanno contro la foibologia a uso e consumo di una determinata parte politica.
STORICO: Ovviamente questi documenti xè gli unici attendibili e tutto el resto, ovvero la stragrande maggioranza dei storici, fa tutti propaganda?! A sto punto no credevo alle scie chimiche, ma quasi quasi inizio a pensare che quei quattro mone che le sostien ga ragion..

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“Storico”: In realtà la foibologia raccoglie tanti “sentito dire”; nessuna testimonianza diretta, nessun documento (basti pensare ai finanzieri “infoibaiti” celebrati in questi giorni dal sindaco; in realtà non sono stati infoibati ma sono morti di tifo nel campo di prigionia di Borovnica. Un’altra versione di Giorgio Rustia dice che furono fucilati e poi gettati nell’Abisso di Roditti vicino Divaccia – comunque non a Basovizza). Chi sostiene che le foibe furono un fenomeno limitato e non certo legato alla pulizia etnica dispongono di documenti, prove, testimonianze. Bisogna dire anche che la “stragrande maggioranza degli storici” ridimensiona notevolmente il fenomeno; il problema è che i sostenitori della tesi della pulizia etnica vengono appoggiati da mezzi di comunicazione, istituzioni e partiti nazionalisti, scatenando vere e proprie cacce alle streghe contro chi il fenomeno lo studia in maniera scientifica e rigorosa. Basti pensare alle minacce ricevute pochi giorni fa da Claudia Cernigoi.
STORICO:Abbastanza delirante, scorro avanti e ignoro.
“Storico”: Per questo ci sono ancora fascisti in giro..
STORICO: In slovenia xe zà fora parecchio. Solo nel 1945, dopo la fine della guerra xe stadi liquidadi dai compagni 200.000 tra sloveni e croati. E le esecuzioni xe durade fin ai anni 60. Tito no iera meio de stalin o hitler, ma el ghe serviva ai americani perché no’l iera allineado a Mosca. E quindi de noi, colonia americana, no bisognava parlar mal dell’utile assassin…
“Storico”: Ma come? Non uccidevano solo ·”italiani colpevoli di essere italiani”?
STORICO: I mazava de tuto, e qualunque persona che gà un minimo de conoscenza della materia sa che el milion de morti in yugo, durante e dopo la Guerra, xe per la maggior parte opera dei yugoslavi stessi. Dove che iera italiani ghe xe toccado anche a lori, e xe sta un dei motivi scatenanti dell’esodo. Ma vara che ste robe te le trovi in qualunque manual de storia, perché no te se leggi qualcossa de serio prima de scriver monade?

“Storico”: Perchè non leggo sussidiari fascisti ma testi storici e documenti. Non sapevo che fascisti, regio esercito e truppe naziste fossero andate in vacanza in Yugoslavia, con l’obiettivo di non molestare nessuno..

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24 luglio ’41: 12 giustiziati dal R.E. a Sinj

 

STORICO:Se te vol farte una cultura sui rapporti italo – slavi te gà de cominciar col 1850, perché, te sembrarà strano, ma el mondo no xe stado creado nel 1918, e no’l xe finido el primo maggio 1945.
“Storico”: E non comincia neanche il primo maggio 1945; tra 1919 e 1945 ci sono parecchi anni di persecuzioni da parte del governo italiano contro i barbari slavi; senza dimenticare il razzismo di vari irredentisti, già nella seconda metà del XIX secolo. Se proprio vogliamo, l’Italia neppure esisteva negli anni che sta dicendo..
STORICO: l’Italia è sempre esistita, erede dell’impero romano, portatrice di cultura e civiltà!
“Storico”: si, vabbè, buonanotte. La saluto.

Nota: Per quanto non possa raggiungere le vette storiche e culturali di queste persone, di formazione sono uno storico (ho una laurea in storia vecchio ordinamento), insegno storia e materie relazionate qui in Messico, sono un investigatore e sto terminando un dottorato, sempre in storia. Credo quindi io possa definirmi uno “storico” (non certo con tutte le maiuscole degli STORICI qua sopra) e, anche se le mie investigazioni si orientano verso altri temi, penso io possa permettermi di scrivere sulla storia in una maniera perlomeno decente e documentata.

Le foto sono state prese da http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/02/la-storia-intorno-alle-foibe-su-internazionale-uno-speciale-sul-giornodelricordo-a-cura-di-nicoletta-bourbaki/

Problemi reali e teatrini

Problemi reali e teatrini

Care amiche, cari amici

Questi giorni stiamo assistendo al consueto teatrino degli amministratori di Trieste. L’ultima moda è parlare e straparlare di un delirante regolamento di polizia urbana, probabilmente scritto di proposito per evitare i reali problemi di Trieste: disoccupazione, inquinamento, emigrazione massiva dei triestini, immigrazione innecessaria.

Tutte cose che, se lo pensiamo bene, portano al degrado.

Un’amministrazione intelligente agirebbe sulle cause del degrado, non sui risultati dello stesso. Ma ovviamente, che aspettarsi da chi ha saccheggiato Trieste per decenni?

Una parte di questo degrado, ossia l’immigrazione incontrollata che, purtroppo, viene usata per ingrassare i capitali di chi si approfitta dei disgraziati che scappano dalla guerra, potrebbe esser risolto già riconoscendo il Territorio Libero di Trieste: non essendo né Italia, ne Unione Europea potrebbe uscire tranquillamente dal sistema mafioso delle quote di migranti, filtrandoli e accettando solamente quelli che la città sarebbe in grado di ospitare in maniera degna, privilegiando quelli che hanno una reale volontà d’integrazione.

Pensate solamente un attimo: chi difende questo sistema criminale e incapace che permette tutto questo? E chi si oppone tutto il tempo all’applicazione della legalità che ci darebbe il TLT, facendosi uscire da questa marcia Unione Europea?

Pensateci un po. Vedrete che sono gli stessi.

Politici italiani e principio del silenziamento.

Politici italiani e principio del silenziamento.

Care amiche, cari amici,

Sicuramente tutti voi conoscete o avete sentito parlare di Joseph Goebbels, il ministro nazista della propaganda del terzo Reich. Nella sua malvagità era una persona geniale: seppe manipolare milioni di persone, portandole a lottare e morire per l’ideale nazista.
Le sue teorie sono state sintetizzate in undici punti, usati nella pubblicità, nella comunicazione e, ovviamente, nella politica.

Non deve quindi sorprendere che vari dei nostri amministratori, seguendo le direttive del governo di Roma, usino queste tecniche, convincendo i più sprovveduti delle proprie ragioni, anche davanti all’evidenza.

Uno dei più usati, e non solo contro gli indipendentisti, è il principio del silenziamento. Questo principio suggerisce di “Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.” Un chiaro esempio è l’assordante silenzio dei politici locali sui leggi e trattati che affermano che Trieste non si trovi sotto sovranità italiana.

Il trattato di pace di Parigi del 1947 all’articolo 21, comma 2 recita: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito, cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato.” Ovviamente il trattato di pace è in vigore ed é stato ratificato dallo stato italiano: nessuno dei trattati seguenti hanno cambiato questa situazione(andate a vedere il Memorandum di Londra o il Trattato di Osimo – peraltro non valido come spiegato dalla stessa Lega Nazionale) non parlando minimamente di un ritorno del Territorio Libero di Trieste alla sovranità italiana, causando imbarazzanti situazioni, come l’interrogazione di Aris Prodani riguardante la mancanza di atti giuridici costitutivi la Provincia di Trieste (interrogazione alla quale il governo italiano ha evitato di rispondere).

untitledCome ovviare a questo problema quindi? Semplicemente “Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario”. Proprio così: come chiunque può vedere in una delle varie discussioni che si possono trovare in rete, i nazionalisti italiani, non potendo, OVVIAMENTE, spiegare come, quando e in base a quale trattato Trieste sia tornata sotto sovranità italiana, dissimulano o, ancora peggio iniziano a parlare di “carte” in maniera dispregiativa e burlesca. Ovviamente l’intento è palese, aggravato dal fatto che mostra al pubblico come questi adoratori dello stato assolutista e centralista disprezzino leggi e regole, riducendole a semplici “carte”.

Tutto questo si può applicare a multipli esempi e a varie temi, che vanno dai problemi cittadini a quelli della vicina repubblica italiana.
Una maniera per combattere questa tecnica? Non lasciarci prendere dall’enfasi del dibattito, non rispondere alle provocazioni ma reiterare la domanda e i nostri argomenti, basandoli in maniera chiara e concisa, ripetendoli finché non avremo ottenuto una risposta seria o, per lo meno, avremo smascherato il “politico” o la persona che ha tanta paura di quello che stiamo chiedendo.

Il mio invito, care amiche e cari amici è questo: analizzate i discorsi, i dibattiti e gli articoli che appaiono a Trieste, smascherate questo penoso trucco propagandistico e fatelo notare a tutti i vostri amici, in maniera educata e rispettosa. Vedrete, tutta la cittadinanza vi ringrazierà.

Trieste: riflessioni agridolci

Trieste: riflessioni agridolci

Care amiche, cari amici,

Dopo una pausa – lunga o breve, decidete voi – riprendo a scrivere in questo blog.

In questi mesi sono successe tante cose nella mia amata Trieste: è cambiato il sindaco, altri giovani hanno lasciato la città, altre imprese hanno chiuso. Il tutto mentre molti – troppi – triestini restano a guardare. Mentre una oligarchia sempre più vecchia si appiglia in ogni maniera al potere e alle leve di comando, la città appassisce, come una pianta rigogliosa senza più nutrimento.

Dopo cinque anni di governo della “sinistra” neoliberista che svende il bene pubblico scudandosi dietro a un buonismo dannoso e completamente staccato dalla realtà è ritornata in sella la destra populista dei proclami e degli sfoghi televisivi di Di Piazza.

Il Punto Franco Nord, conosciuto anche come “porto vecchio” è stato bloccato per anni grazie alle trame ordite da Russo e da altri oligarchi che NON VOGLIONO lo sviluppo della nostra città.

La zona industriale è ridotta ai minimi termini, sobillata da tasse che, per le stesse leggi italiane, non dovrebbero essere applicate nel nostro Territorio.

Tutto questo potrebbe essere cambiato, cancellato e messo a posto grazie all’indipendenza del nostro meraviglioso Territorio. Eppure varie persone quando parlo mi dicono “bello…ma…NO SE POL”.

Il “no se pol” è la vera arma definitiva del governo italiano imposta ai triestini: una sconfitta generalizzata imposta in qualsiasi maniera, seria o scherzosa, che blocca qualsiasi cosa. Per vedere come sia un’imposizione basta andare oltre Duino: lì i triestini scoprono che non solo sono in gamba, ma anche estremamente bravi.

Sono certo che con insulti, provocazioni e cercando di forzare le cose non si possa sconfiggere il sistema che sta opprimendo la nostra Patria: l’unica soluzione è l’informazione. Informazione e preparazione: solo con la qualità sconfiggeremo chi ha come unica risorsa la quantità.

Per questo nei prossimi mesi pubblicherò documenti, approfondimenti e anche tecniche per diffondere i nostri diritti e i nostri doveri, per troppo tempo negatici.

“Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.”

Care amiche, cari amici,

Rieccoci qui, dopo la tornata elettorale.
Andrò controcorrente. Potrei dare dello stupido ai miei concittadini, insultarli, parlare di brogli o cercare mille altre giustificazioni.

Credo però che per crescere e migliorare innanzitutto si debba fare autocritica, SEMPRE. Critica forse provocatoria, ma che credo vada fatta e in cui rientro anch’io e probabilmente molti di voi che stanno leggendo.

Prima di tutto i toni dell’indipendentismo. Nell’indipendentismo ci sono molte figure valide, con cultura, formazione, preparazione. Queste persone sono però oscurate da altre, che corrispondono tristemente alle macchiette con cui il PD e la sua propaganda vogliono rappresentarci. Sono buone persone, convinte sostenitrici del T.L.T. ma che, purtroppo, non vanno al di là della “politica da baretto”, ripetendo slogan a random, convinte che chi grida più forte abbia ragione, possibilmente condendo il discorso con qualche parolaccia o qualche frase ridondante.
Queste persone, non lo metto in dubbio, sono indipendentiste.
Ma quanti danni hanno fatto alla nostra causa? Tanti, troppi.
Personalmente gente che mi accusa di essere un traditore, venduto o di cagare in testa all’intelligenza altrui mi fa cadere le braccia, facendomi pensare se non sia meglio lasciar stare tutto e vivere tranquillamente a 10mila kilometri di distanza.
E se queste persone causano questa reazione a me, che sono testardo, convinto e interessato alla questione, figuriamoci a chi appena si sta avvicinando all’indipendentismo.
Persone che fanno cadere le braccia, appunto.
Non solo queste.
C’è anche gente che, per puro interesse, si dichiara indipendentista. Anche queste persone applicano la politica da bettola, ma in maniera ancor peggiore: insinuano, “sbabezzano”, creano falsità, predicano odio e rinchiudono se stesse e chi gli sta attorno in una bolla ermetica, una vera e propria setta, allontanando chiunque non la pensi esattamente come loro. Se poi queste persone per qualche strana ragione hanno un qualsiasi posto con responsabilità anche minime, la frittata è fatta.
Cosa mai potrà comunicare chi sputa odio e insinuazioni tutto il tempo? Chi si avvicinerebbe a un gruppo che permette a queste persone di avere un qualsiasi ruolo? Nessuno.

A questo bisogna aggiungere la “sindrome da messia”, che agisce in due modi.
Il primo, il più evidente, colpisce un individuo che, senza reali motivi o competenze, crede di essere il salvatore di Trieste. La persona in questione, normalmente, avrà la soluzione in tasca; ovviamente senza applicazioni pratiche, ne reali, ne tenendo conto delle esigenze pratiche dei cittadini; il tutto viene condito dall’attorniarsi da “fedeli” che obbediscono ciecamente al messia, senza farsi domande.
La seconda maniera in cui colpisce questa sindrome è l’aspettare un messia, conosciuta anche come “figo caschime in bocca”; sono persone che attendono, attendono, attendono…e non succede nulla. Normalmente si lamentano chiedendo perché nessuno fa nulla. E nel dubbio non fanno nulla.

Questo vuole essere un quadro, triste, ma molto realista dell’attuale mondo indipendentista triestino; ci sono ovviamente anche persone positive e propositive..ma chi di noi non è passato per almeno una di queste fasi per almeno un certo tempo?
Anch’io, senza dubbio e varie volte, ho dato dello stupido a chi non mi ascoltava e non mi dava ragione: a che pro? Nessuno. Anzi, l’ho allontanato.

Come pensare quindi che la maggioranza dei cittadini, bombardata costantemente da propaganda a noi avversa possa avvicinarsi?
Con idee astratte difficili da concretizzare in tempi brevi? No.
Con la preparazione afrettata delle elezioni, fatta in qualche settimana? Neppure.
Con la condivisione di post e commenti su facebook? Nemmeno.
Con litigi e sputtanamenti? Sicuramente no.

Quello che bisogna fare è ricominciare.

Ogni morte è una rinascita, certo dolorosa, ma pur sempre una rinascita. Un nuovo cammino che comincia oggi, ben attento a essere completamente differente.
Non aspetteremo l’arrivo di un messia, ne daremo degli stupidi a chi non ci crede, no. Così solo allontaneremo gente e permetteremo al PDiccolo o ai nazionalisti italiani d’insultarci e dividerci.
Dovremo cambiare dentro, essere noi stessi la persona che cambierà le cose, preparandoci, specializzandoci, alzando il livello. Basta con litigi da bettola, basta con i personalismi, basta con chi vuole “la carega”.

Come diceva Goethe, “Non è  forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.”

Il cambio di Trieste sta in noi e comincia adesso.

GermoglioSeme

Triestini sfigati che scappano….

Care amiche, cari amici,

In questi giorni sono stato “insultato” su facebook da una candidata, dopo averle fatto notare la sua incoerenza. Una di quelle persone che pur di avere un posticino nella pubblica amministrazione (la famosa carega) sono disposte a tutto, anche di andare su posizioni diametralmente opposte (una “banderiola” direbbe il compagno di questa persona). Persone disposte a far parte del sistema che, fino poco tempo fa, dicevano di voler distruggere.

matticchio

Questo non vuole essere un attacco a persone che si commentano da sole, pronte a sacrificare la comunità dove vivono per il proprio egoistico benessere. Vuole essere un piccolo avviso, una specie di post-it, una chiamata d’attenzione. Come si può vedere dal commento, questa persona non sa molte, troppe cose di Trieste e dei triestini. Preoccupante che ambisca a una carica pubblica.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno cosa può pensare chi decide di lasciare Trieste; risparmiare per mesi su qualsiasi cosa, fare qualsiasi lavoro e, quando sta mettendo il piede fuori di casa per un bel po, tutta una vita che ti passa davanti. Amici che non vedrai per mesi, la famiglia lontana, cibi, suoni, immagini e odori che non potrai avere in nessun’altra parte del mondo. Quando sono andato via, salendo sul bus che mi portava all’aeroporto, ho pensato “ma cosa stago fazendo?”. Immediatamente una vocina mi ha detto “e qua…cosa te farà?Niente”. E son andato avanti.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno come non sia stato facile i primi mesi; risparmiare, cercare lavoro, accettare tutto, adattarsi a un posto nuovo, una lingua nuova, usi e costumi nuovi. Eppure è andata bene. Niente male per uno “sfigato”.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno cosa può provare un triestino a centinaia o migliaia di kilometri di distanza. Nostalgia, rabbia per la come si riduce la città, voglia di tornare, subito bloccata sapendo quale sia la situazione economica e politica.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno quanto si può soffrire a lasciare tutto e non poter tornare in tempo a casa in caso di bisogno, come quando è morta mia madre e non sono riuscito a salutarla per l’ultima volta. Non sanno il dolore e la preoccupazione di madri e padri che hanno figli a migliaia di kilometri, sperando non gli succeda niente. Non sanno minimamente cosa si prova.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Con questo commento scritto sgangheratamente, la persona in questione ha insultato decine di migliaia di triestini. Tra il 2005 e il 2014 ben 4862 (quattromilaottocentosessantadue!) triestini sono emigrati all’estero; se calcoliamo quelli che hanno abbandonato la città a partire dal 2011 con quelli che già vivevano all’estero, saliamo a ben 21.766 (ventunmilasettecentosessantasei!!!) triestini residenti lontano da Trieste. E questo da dati ISTAT e senza includere quelli che vanno a vivere in città della vicina repubblica che amministra il Territorio di Trieste.

La triste storia dei triestini: emigrare o sparire.

La storia non è recente, tutta’altro: un’emigrazione di massa, che in questi ultimi anni ha preso una piega ancor più preoccupante, con molti giovani che nemmeno comunicano il cambio di domicilio quando lasciano Trieste.
La classe politica coloniale è ben cosciente di questo fatto come testimonia il libro: “Trieste, storie proprie e guerre altrui. Piccola biografia in numeri di una città e del suo territorio”, scritto nientepoporimenoche da Piero Camber con l’aiuto di Michele Scozzai.“
Sanno perfettamente che dal 1956 un triestino lascia la sua amata Trieste ogni 6 ore e 15 minuti. Ogni 6 ore e 15 minuti.
Una fredda statistica che spaventerebbe chiunque.
Eppure la classe politica coloniale non fa niente, se non promesse, distruggere il tessuto economico e sociale, aizzare odi di settant’anni fa, negare la multiculturalità di Trieste.

Stiamo arrivando al punto di rottura: o cambiamo la situazione ADESSO, tutti UNITI PER TRIESTE o non ci sarà nessun futuro per la nostra cittá.

 

Per informarsi sulla situazione:

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2008/03/11/news/oltre-17mila-i-triestini-emigrati-1.4878

http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/05/14/PR_29_04.html

http://www.tuttitalia.it/friuli-venezia-giulia/14-trieste/statistiche/popolazione-andamento-demografico/

http://www.provincia.trieste.it/opencms/export/sites/provincia-trieste/it/attivita-servizi/statistica/allegati/DEMOGRAFIA/Annuario_demografico_2012.pdf

http://www.triesteprima.it/sport/q-trieste-storie-proprie-e-guerre-altruiq-il-primo-libro-di-piero-camber-oggi-alla-svevo.html

Pensioni e terrorismo, istruzioni per l’uso

Care amiche, cari amici,

A causa della forte emigrazione cittadina dovuta alle politiche coloniali degli amministratori del Territorio di Trieste (non scrivo libero in quanto attualmente non lo è) una buona parte della popolazione cittadina è composta da pensionati. Persone che per decenni si sono sudate la pagnotta e hanno versato contributi all’istituto pensionistico italiano (INPS). Contributi peraltro non da poco, che in gran parte servono per foraggiare il lento e mastodontico sistema della vicina repubblica. Visto l’alto numero dei pensionati vari politici dei partiti coloniali hanno avviato un vero e proprio terrorismo mediatico, per allontanare la gente dai partiti e movimenti che vogliono la legalità. Una delle frasi che ripetono instancabilmente è: “senza l’Italia non vi arriveranno più le pensioni”.
Peccato sia una grande, enorme e vergognosa BUGIA.
Come qualsiasi persona che abbia accesso a internet può fare, le leggi a proposito sono ben chiare.
A proposito non lascia alcun dubbio il ” Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, che nella legislazione italiana si trova nel decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

Cosa dice questo decreto legislativo al comma 13 dell’articolo 22?

“13. Salvo quanto previsto per i lavoratori stagionali dall’articolo 25, comma 5, in caso di rimpatrio il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e puo’ goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocita’ al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, al compimento del sessantacinquesimo anno di eta’, anche in deroga al requisito contributivo minimo previsto dall’articolo 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335.”
(qui il link: http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-08-18&atto.codiceRedazionale=098G0348&currentPage=1)

Avete letto bene: “il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati”.

Qualcuno si chiederà come mai “extracomunitario”. Facile. Il Territorio di Trieste è al di fuori dell’Unione Europea!
Quindi se qualche pseudo politico cerca di ricattarvi con la balla del “senza Italia non ci saranno le pensioni”, rispondetegli che avete faticosamente pagato i contributi e state ricevendo quanto vi spetta come da LEGGE VIGENTE DELLO STATO ITALIANO.

Basta bugie da parte degli amministratori coloniali!Basta con il terrorismo da parte di “politici” che guardano solo al proprio interesse!

E’ l’ora di essere Uniti per Trieste.imagen-sin-titulo