Triestini sfigati che scappano….

Care amiche, cari amici,

In questi giorni sono stato “insultato” su facebook da una candidata, dopo averle fatto notare la sua incoerenza. Una di quelle persone che pur di avere un posticino nella pubblica amministrazione (la famosa carega) sono disposte a tutto, anche di andare su posizioni diametralmente opposte (una “banderiola” direbbe il compagno di questa persona). Persone disposte a far parte del sistema che, fino poco tempo fa, dicevano di voler distruggere.

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Questo non vuole essere un attacco a persone che si commentano da sole, pronte a sacrificare la comunità dove vivono per il proprio egoistico benessere. Vuole essere un piccolo avviso, una specie di post-it, una chiamata d’attenzione. Come si può vedere dal commento, questa persona non sa molte, troppe cose di Trieste e dei triestini. Preoccupante che ambisca a una carica pubblica.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno cosa può pensare chi decide di lasciare Trieste; risparmiare per mesi su qualsiasi cosa, fare qualsiasi lavoro e, quando sta mettendo il piede fuori di casa per un bel po, tutta una vita che ti passa davanti. Amici che non vedrai per mesi, la famiglia lontana, cibi, suoni, immagini e odori che non potrai avere in nessun’altra parte del mondo. Quando sono andato via, salendo sul bus che mi portava all’aeroporto, ho pensato “ma cosa stago fazendo?”. Immediatamente una vocina mi ha detto “e qua…cosa te farà?Niente”. E son andato avanti.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno come non sia stato facile i primi mesi; risparmiare, cercare lavoro, accettare tutto, adattarsi a un posto nuovo, una lingua nuova, usi e costumi nuovi. Eppure è andata bene. Niente male per uno “sfigato”.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno cosa può provare un triestino a centinaia o migliaia di kilometri di distanza. Nostalgia, rabbia per la come si riduce la città, voglia di tornare, subito bloccata sapendo quale sia la situazione economica e politica.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Ovviamente persone del genere non sanno quanto si può soffrire a lasciare tutto e non poter tornare in tempo a casa in caso di bisogno, come quando è morta mia madre e non sono riuscito a salutarla per l’ultima volta. Non sanno il dolore e la preoccupazione di madri e padri che hanno figli a migliaia di kilometri, sperando non gli succeda niente. Non sanno minimamente cosa si prova.

“Pensa per ti che te son scampá in messico sfigado”.
Con questo commento scritto sgangheratamente, la persona in questione ha insultato decine di migliaia di triestini. Tra il 2005 e il 2014 ben 4862 (quattromilaottocentosessantadue!) triestini sono emigrati all’estero; se calcoliamo quelli che hanno abbandonato la città a partire dal 2011 con quelli che già vivevano all’estero, saliamo a ben 21.766 (ventunmilasettecentosessantasei!!!) triestini residenti lontano da Trieste. E questo da dati ISTAT e senza includere quelli che vanno a vivere in città della vicina repubblica che amministra il Territorio di Trieste.

La triste storia dei triestini: emigrare o sparire.

La storia non è recente, tutta’altro: un’emigrazione di massa, che in questi ultimi anni ha preso una piega ancor più preoccupante, con molti giovani che nemmeno comunicano il cambio di domicilio quando lasciano Trieste.
La classe politica coloniale è ben cosciente di questo fatto come testimonia il libro: “Trieste, storie proprie e guerre altrui. Piccola biografia in numeri di una città e del suo territorio”, scritto nientepoporimenoche da Piero Camber con l’aiuto di Michele Scozzai.“
Sanno perfettamente che dal 1956 un triestino lascia la sua amata Trieste ogni 6 ore e 15 minuti. Ogni 6 ore e 15 minuti.
Una fredda statistica che spaventerebbe chiunque.
Eppure la classe politica coloniale non fa niente, se non promesse, distruggere il tessuto economico e sociale, aizzare odi di settant’anni fa, negare la multiculturalità di Trieste.

Stiamo arrivando al punto di rottura: o cambiamo la situazione ADESSO, tutti UNITI PER TRIESTE o non ci sarà nessun futuro per la nostra cittá.

 

Per informarsi sulla situazione:

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2008/03/11/news/oltre-17mila-i-triestini-emigrati-1.4878

http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/05/14/PR_29_04.html

http://www.tuttitalia.it/friuli-venezia-giulia/14-trieste/statistiche/popolazione-andamento-demografico/

http://www.provincia.trieste.it/opencms/export/sites/provincia-trieste/it/attivita-servizi/statistica/allegati/DEMOGRAFIA/Annuario_demografico_2012.pdf

http://www.triesteprima.it/sport/q-trieste-storie-proprie-e-guerre-altruiq-il-primo-libro-di-piero-camber-oggi-alla-svevo.html

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Indipendentisti? Legalitari!

Care amiche, cari amici,
Dopo mesi di bombardamento mediatico sulla divisione degli indipendentisti, i nodi dei partiti coloniali italiani vengono al pettine. Sembra proprio che le recenti notizie arrivate dall’esterno del Territorio Libero di Trieste, la prima delle quali si è concretizzata nella famosa lettera di Ban Ki Moon al consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, abbiano generato un forte panico tra i satrapi locali.
partiti-politici-2L’asse trasversale del centro-destra-sinistra italiano sta scricchiolando sempre più: se non bastasse la crisi del sistema neoliberista che sta mandando in rovina la vicina repubblica, stanno arrivando brutte notizie anche dall’Unione Europea. Non deve quindi sorprendere il “si salvi chi può” dei politici locali, intenti a cercare di accaparrarsi per se e per gli amici degli amici qualche pezzetto di Trieste prima che sia troppo tardi, lottando tra loro come cani rabbiosi.

In questo scenario caotico e demotivante, cosa possiamo fare noi triestini?
Cosa possiamo e DOBBIAMO fare per far cadere questo edificio marcio che è l’amministrazione coloniale del governo italiano del Territorio Libero di Trieste?
Dobbiamo unire le forze antisistema, le forze legalitarie.
Legalitarie e quindi indipendentiste.
Dopo anni di lavoro della Triest NGO e di decine, centinaia di volontari, è oramai lampante che chi crede nella legalità, nel rispetto della legge, nella giustizia e nella libertà non può che essere indipendentista. La nostra indipendenza è stata sancita dal Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, ratificato dal parlamento italiano con la legge 3054/52.
Cosa dobbiamo fare quindi per salvare Trieste, i triestini e il futuro dei nostri figli?
Partecipare alla vita politica, vincere le elezioni e semplicemente chiedere di applicare la legge, ne più ne meno.

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L’importanza di una lettera

Care amiche, cari amici,

Il 23 ottobre 2015 il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, per rispondere a una richiesta del presidente palestinese, fa il punto storico sulle amministrazioni della Lega delle Nazioni e delle Nazioni Unite. Ogni territorio che fu ed è tuttora amministrato da parte dell’ONU si trova in questo documento, con la descrizione delle basi giuridiche e legali che hanno costituito un determinato stato e quando, in caso, lo stesso ha cessato di esistere, indicando chiaramente in base a quali leggi o trattati.

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Perché tanta paura da parte degli ultra nazionalisti, che hanno risvegliato il loro blog dopo mesi? Come mai i vari “intellettuali” di area PD si sono sforzati di deridere questa lettera in qualsiasi maniera e hanno accampato scuse strampalate ?
Molto semplice: la lettera di Ban Ki Moon in un solo colpo spazza via le teorie Cammarata e Udina assieme alla recente ordinanza del giudice Leanza.

Pensateci bene: tutta la linea difensiva del governo italiano e dei suoi lacchè spazzata via in un solo colpo.

Rivediamo le teorie difensive del governo italiano:

  • Tesi Cammarata: la sovranità italiana su Trieste non è mai cessata perché non si sono mai concretizzate le condizioni per la sua fine;
  • Tesi Udina: la sovranità italiana su Trieste cessò con la ratifica del trattato di pace di Parigi nel 1947, venendo poi ricostituita dal Memorandum di Londra del 1954 e dal successivo Trattato di Osimo del 1975;
  • ordinanza del giudice Leanza: il 19 marzo 2014 il giudice Leanza ammette che dal 1954 al 1977 (ratifica del trattato di Osimo) il Territorio Libero di Trieste si trovava solamente sotto amministrazione civile provvisoria del governo italiano.

Evitiamo qualsiasi commento sulla palese contraddizione che esiste tra questi tre casi; evidenziamo solamente quello che qualsiasi persona può facilmente dedurre dalla lettera di Ban Ki Moon.
La tesi Cammarata viene superata immediatamente: al punto quattro della disamina sul Territorio Libero di Trieste è scritto chiaramente che “The Peace Treaty entered into force on 15 September 1947, and terminated Italy’s sovereignty over the Territory”, ossia che il trattato di pace entra in vigore il 15 settembre 1947 e cessa la sovranità dell’Italia sul Territorio. Chiaro e semplice.
La tesi Udina viene smentita nello stesso punto quattro:” pursuant to the 1954 Memorandum of Understanding regarding the Free Territory of Trieste, Italy and Yugoslavia respectively installed civilian administration in the two zones in the Territory(…)” ossia “ai sensi del 1954 protocollo d’intesa del 1954 riguardante il Territorio Libero di Trieste, Italia e Jugoslavia rispettivamente installarono un’amministrazione civile nelle due zone nel territorio (…)”. Quindi nessun ritorno della sovranità nel 1954. Ma c’è di più: nel punto 5 “Legal basis”, ossia “basi legali”, il famoso trattato di Osimo non appare neppure, annullando definitivamente la tesi Udina e l’ordinanza del giudice Leanza. Veramente strano che lo staff del segretario generale delle Nazioni Unite dimentichi un trattato: che non sia mai passaro per il consiglio di sicurezza dell’ONU ma semplicemente registrato, come sosteniamo da molti anni?
Non credete agli esperti da strada, che vi dicono di come Ban Ki Moon si sia dimenticato di un trattato, o di come la lettera sia indirizzata al presidente dello stato Palestinese o altre scuse inverosimili. Ad oggi questa è una lettera ufficiale del segretario generale delle Nazioni Unite, fatto da uno staff di esperti di diritto internazionale nell’ottobre 2015, non 50 anni fa.Così come non ascoltereste un verduraio se vi volesse progettare una casa, non ascoltate chi vi dice che questa lettera non ha nessuna importanza. L’oligarchia che governa Trieste, i partiti coloniali e i loro tirapiedi hanno paura, perché sanno che la loro ora si avvicina.

Vi chiedo quindi un favore: parlatene, parlatene e parlatene. Solo conoscendo i diritti per troppo tempo negati i triestini si sveglieranno dal coma indotto dall’amministrazione coloniale.

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Quanto guadagna Roma con Trieste?

Care amiche, cari amici,
Nel post precedente abbiamo visto quanto spende il governo italiano per gestire Trieste. Possiamo dire che i quasi 2 miliardi di euro fanno una certa impressione.
Ma quanto guadagna Roma con il Territorio di Trieste?
Usando i dati dell’agenzia delle entrate e moltiplicandoli per il numero di abitanti, potremo vedere gli introiti che lo stato italiano ottiene da Trieste annualmente. Ovviamente non sono contemplate le entrate ottenute dalla SIOT, dalle aziende presenti sul territorio (come Illy e Generali per esempio) e dal porto. Il calcolo è fondato sulla pressione fiscale esercitata su ogni singolo cittadino, neonati inclusi (poteri della statistica).
Per continuare con i “conti della serva” ho diviso il totale delle entrate dello stato italiano per gli abitanti e poi ho moltiplicato il risultato per il numero di triestini, come da dati dell’agenzia delle entrate e dell’Istat.

I dati sulle imposte vengono da questa pagina, ossia dal ministero delle finanze:
http://www.finanze.gov.it/export/download/entrate_tributarie_2015/Bollettino_entrate_appendici_statistiche_GennaioOttobre2015.pdf?aggiornato=1449495364
Vediamo i risultati.
I dati sono dati in milioni di euro, quindi 1 = 1.000.000
Crediateci o meno, queste sono la maggiorparte delle voci delle tasse dello stato italiano.
Se non volete leggere le 32 voci, passate alla seguente immagine; in caso contrario continuate a leggere.

La imposte dirette ed indirette ammontano a 419.293 milioni di euro.
L’irpef ammonta a 163.749 milioni di euro.
L’ires ammonta a 32.357 milioni di euro.
L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi ammonta a 10.080 milioni di euro.
La  Ritenuta interessi banche ammonta a 2.157 milioni di euro.
La  Ritenuta interessi obbligazioni ammonta a 4.978 milioni di euro.
Le  Imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze ammontano a 2.838 milioni di euro.
L’ Imposta sulle riserve matematiche dei rami vita delle imprese assicurative ammonta a 2.114 milioni di euro.
L’imposta di registro ammonta a 4.263 milioni di euro.
L’IVA ammonta a 114.778 milioni di euro.
Il bollo ammonta a 7.933 milioni di euro.
Le imposte sulle assicurazioni ammontano a 2.940 milioni di euro.
Le Tasse e imposte ipotecarie ammontano a 1.699 milioni di euro.
L’Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)  ammonta a 401 milioni di euro.
I  Canoni di abbonamento radio e TV ammontano a 1.702 milioni di euro.
Le concessioni governative ammontano a 1.350 milioni di euro.
Le tasse automobilistiche ammontano a 576 milioni di euro.
L’ Imposta sugli spettacoli e sul gioco nelle case da gioco ammonta a 39 milioni di euro.
Le imposte su successioni e donazioni ammontano a 587 milioni di euro.
I diritti catastali e di scritturato ammontano a 594 milioni di euro.
L’accisa e imposta erariale di consumo sugli spiriti ammonta a 582 milioni di euro.
L’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi ammonta a 25.919.
L’ accisa e imposta erariale di consumo sui gas incondensabili ammonta a  541.
L’accisa  sull’energia elettrica e addizionali ammonta a 2.855 milioni di euro.
L’accisa  sul gas naturale per combustione ammonta a 4144 milioni di euro.
L’imposta di consumo sugli oli lubrificanti e sui bitumi di petrolio ammonta a 293 milioni di euro.
L’imposta sul consumo sui tabacchi ammonta a 10.540 milioni di euro.
I proventi del lotto ammontano a 6.629 milioni di euro.
I proventi delle attività di gioco ammontano a 394 milioni di euro.
I guadagni degli apparecchi e congegni di gioco (ossia le slot machine) ammontano a 4.261 milioni di euro.

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Se avete resistito alle 32 voci delle entrate dello stato italiano, o semplicemente avete scorso il post, preparatevi, qui c’è il totale delle entrate dello stato italiano:
830.586.000.000 euro. Ossia 830 miliardi e 586 milioni di euro più spicci.
Dividiamo per il numero di abitanti della repubblica italiana,tra cui sono conteggiati anche quelli del Territorio Libero di Trieste, che sono da dati Istat 60.782.668.
830.586.000.000 / 60.782.668 = 13.664,849 euro di imposte a persona.
Fa rabbrividire vero?
Moltiplichiamo il risultato ottenuto per i residenti nel Territorio di Trieste, che sempre da dati istat, ammonta a 236.073 abitanti.
236.073 x 13.664,849 = 3.225.901.975,408 euro.
Leggansi 3 miliardi 225 milioni 901 mila 975 euro.
Niente male vero? Con un’evasione fiscale pari a zero, il governo italiano raccoglie 3.225.901.975 euro ogni anno.
Se a questa cifra leviamo 1.943.108.922 di spese (vedi il post di ieri, https://marcofrank.net/2015/12/14/quanto-spende-roma-per-trieste/) otteniamo il guadagno netto per lo stato italiano dalla sua ultima colonia, che è di 1.282.793.053,408  euro.
Si, avete letto bene: un miliardo 282 milioni 793mila 53 euro. Il tutto, come già detto prima, senza contare le entrate del porto, della Siot, delle grandi imprese presenti a Trieste.
Eliminando quindi i deliri nazionalisti smentiti dalla logica e dalla storia, avete capito perché l’italia vuole Trieste?
Un concorrente in meno per i suoi porti e, aspettando che Trieste si riduca a un villaggio di pescatori, tanto ma tanto guadagno.
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Quanto spende Roma per Trieste?

Care amiche, care amici,

uno dei leit motiv di una certa parte politica filoitaliana e nazionalista è: “ma come farebbe Trieste senza Roma?L’italia paga tutto”
Andiamo a fare un po i conti della serva..
Andremo a basarci su dati istat, Inps, Ocse, del Comune di Trieste e del Sole 24 ore.

Da dati Istat riferiti al 2014, il territorio di Trieste ha 236.073 abitanti. Questo numero, moltiplicato per i dati forniti da varie istituzioni sulla spesa procapite da parte del governo italiano, potranno aiutare a farci un’idea della spesa fatta per Trieste da parte di Roma.
Si considereranno la sanità, il costo della politica e della burocrazia, il costo della polizia, della difesa, l’educazione, le pensioni (anche se non dovrebbero essere calcolate, visto che sono pagate dal lavoratore durante la sua vita) e il contributo alle spese dei comuni locali.

Per la sanitá il governo italiano spende 1816 € per persona:
236.073 x 1816 = 428.708.568 €

I costi di politica e burocrazia ammontano a 662 € per persona:
236.073 x 662 = 156.280.326 €

Per la polizia si spendono 133 € per persona:
236.073 x 133 = 31.397.709 €

Per la difesa (esercito, VVFF, carabinieri) si spendono 407 € per persona:
236.073 x 407 = 105.524.631 €

Per l’educazione si spendono 948,4 € per persona:
236.073 x 948,4 = 223.891.633 €

Per le pensioni si spendono 3882 € per persona:
236.073 x 3882 = 916.435.386 €

A questo si aggiunge il contributo alle spese comunali. Come annunciato dal sindaco Cosolini, Roma apporta il 2% della spesa comunale.
Il bilancio di previsione del Comune di Trieste per il 2015 pone come spesa 673.922.248,55 €.
673.922.248,55 x 2% = 13.478.445 €
Per facilitare il calcolo, moltiplichiamo questa cifra per i 6 comuni del territorio di Trieste, anche se è ovvio che i comuni piú piccoli non si avvicinano neanche lontanamente a questa spesa:
13.478.455 x 6 = 80.870.669 €

Sommiamo quindi le spese cosí ricavate:
428.708.568  +
156.280.326  +
31.397.709 +
105.524.631  +
223.891.633 +
916.435.386 +
80.870.669 +
TOT. 1.943.108.922 €

Il governo italiano spende quindi 1 miliardo 943 milioni 108 mila e 922 euro nel Territorio di Trieste.
Alcune spese appaiono ovviamente esagerate, come quelle per l’istruzione e la difesa, me lasciamole così come stanno.
Ma quanto guadagna da Trieste? Lo vedremo nel prossimo post.

Fonti:
http://www.tuttitalia.it/friuli-venezia-giulia/provincia-di-trieste/statistiche/popolazione-andamento-demografico/

http://documenti.comune.trieste.it/trasparenza/bilancio-2014/all_1_bilancio_annuale_emendato.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.linkiesta.it/it/article/2014/06/30/spesa-pubblica-il-disastro-italiano-in-dieci-punti/21977/
http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2013/12/Bilancio-sociale-Inps-tre.pdf

 

tasse

http://documenti.comune.trieste.it/trasparenza/bilancio-2014/all_1_bilancio_annuale_emendato.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

http://www.dis.uniroma1.it/~catalano/materiale%20didattico/rapporto_spending%20Giarda%202013.pdf

Decimo punto del programma: l’applicazione delle leggi vigenti sul Territorio Libero di Trieste

Care amiche, cari amici,
Ogni tanto le cose più semplici e banali, sono quelle che possono cambiare molte cose, come ad esempio applicare le leggi vigenti sul territorio di Trieste.
Non esiste solo l’allegato VIII (comunque fondamentale per la ripresa della città) : ci sono molte altre leggi a favore di Trieste .
Molte persone mi hanno chiesto: “Ma cosa potrebbe fare il sindaco? Dove troverebbe le risorse?”. La risposta è molto semplice,usando le norme che già esistono e non sono usate nel nostro territorio
Facciamo un esempio.
Sapete cos’è un paradiso fiscale? E un centro finanziario offshore?
Il paradiso fiscale, dice il dizionario Treccani, “individua un Paese che offre un trattamento fiscale privilegiato, rispetto alla generalità degli altri Stati, al fine di attirare capitali di provenienza estera.”
Il centro finanziaro offshore  “è un piccolo paese che attira insediamenti per operazioni finanziarie offrendo vantaggi fiscali”.
Alcuni esempi di paradisi fiscali e centri finanziari offshore? Liechtenstein e Andorra, paesi con un benessere diffuso, disoccupazione praticamente azzerata, inflazione quasi inesistente. Per inciso,stati ben più piccoli del TLT,
Non è necessario essere degli esperti in economia per capire quanti investimenti e benessere un’area del genere attirerebbe a Trieste.
La cosa ironica è che la zona del Punto Franco Nord, altrimenti conosciuta come “porto vecchio” é un paradiso fiscale e un centro finanziaro offshore.
Proprio così: abbiamo una miniera d’oro sotto ai nostri occhi e non viene usata.
Non mi credete?
Potete controllare qui, valido tutt’oggi:
https://www.wto.org/english/tratop_e/region_e/regatt_e.htm
Aticolo XXIV del GATT, punto 3: “(b) Advantages accorded to the trade with the Free Territory of Trieste by countries contiguous to that territory, provided that such advantages are not in conflict with the Treaties of Peace arising out of the Second World War.”
Non solo, il nostro paradiso fiscale, fissato nel punto franco nord,  è ritenuto uno dei “Paradisi fiscali leciti”, come possiamo vedere qui:
http://societaoffshore.org/classifica-paradisi-fiscali

E questa è solo una delle tente leggi e dei tanti trattati che gravano sul Territorio Libero di Trieste, colpevolmente non applicati dai nostri amministratori/colonizzatori.
Potremmo farcela da soli, una volta raggiunta la tanto agognata indipendenza da uno stato che ci sta trattando come una colonia?
La risposta è una, ed è molto semplice:SI. E anche molto bene.

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Per approfondire: 

http://territoriolibero.net/2013/04/trieste-e-loffshore/

Chi sbaglia deve pagare.

Care amiche, cari amici,
sembra che il peggio a Trieste non abbia mai fine.
Dopo la truffa delle Cooperative Operaie, dove sembra non esserci nessun colpevole, ma solo le vittime, ossia i cittadini, stiamo assistendo a un’altra triste pagliacciata: il rilascio dell’AIA alla ferriera di proprietà del cavalier Arvedi.
Per chi non lo sapesse Arvedi è una vecchia volpe tra gli industriali della vicina repubblica italiana: finanzia i maggiori partiti senza vergogna, per ricevere a cambio lucrosi affari. Alle ultime elezioni, nel dubbio, aveva dato 300mila euro rispettivamente a PD e PDL.
E questa cifra è solamente quella dichiarata ufficialmente.

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Una coppia di personaggi a quali di Trieste non importa nulla: Arvedi e Cosolini

Non deve quindi sorprendere che l’attuale sindaco, da molti giudicato come il peggiore della storia di Trieste, abbia dato in mano la ferriera a questa persona, ignorando prima i vari progetti di riconversione dell’impianto che erano stati presentati (vedi https://marcofrank.net/2015/11/12/quinto-punto-del-programma-riconversione-della-ferriera-di-servola/), tutte le segnalazioni dei ripetuti e innumerevoli sforamenti della ferriera poi.
Illegalità su illegalità, il tutto per spremere fino all’ultima goccia il territorio dell’ultima colonia italiana, Trieste.
Che poi la gente si ammali e muoia, non importa.

Come ho già detto, dico e dirò: gli amministratori passati devono essere processati e pagare le loro colpe contro la comunità. La figura del politico impunibile, corrotto e staccato dalla cittadinanza deve sparire.

Le prossime elezioni sono un’occasione, la nostra occasione, per cambiare questo stato di cose.

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L’inquinamento visibile dallo spazio..non servono commenti