La pericolosa sindrome di San Tommaso

Care amiche, cari amici,

Sembra che il problema delle Generali che abbiamo sollevato in questa pagina abbia suscitato varie reazioni e palesato una sindrome preoccupante, che possiamo definire “sindrome di San Tommaso”. Tante – TROPPE – persone, facendo la pericolosa politica dello struzzo fanno finta di non vedere, o non vogliono farlo, la triste realtà: le Generali presto abbandoneranno Trieste. Ovviamente sarebbe l’ennesimo colpo inferto alla ormai debilitatissima economia triestina.
Negli anni sembra essere, purtroppo, una costante di molti triestini.
“Guarda che se ritorna l’italia a Trieste andrà malissimo!” – “Se no vedo no credo”
“Guarda che chiuderanno i cantieri San Marco!” – “Se no vedo no credo”
“Guarda che venderanno l’Ezit!” – “Se no vedo no credo”
Possiamo continuare così con decine di affermazioni.
L’ultima in ordine temporale riguarda le generali. Nonostante sia palese, varie persone si ostinano a negare la realtà, minacciando addirittura denunce al sottoscritto, basate non si sa bene su cosa.
Un po’ di dati?
Eccoli.
Emea: 100% a Brusseles.
Asset management: 30% tra Milano e Parigi.
Risk Management (solvency):30% tra Milano e Parigi.
E questo riguarda trasferimenti GIA’ FATTI.
Prossimamente tutta l’ufficio comunicazione verrà trasferito a Milano.
Ma non basta: nell’ufficio “asset management” ogni settimana vengono fatte proposte “ad personam”: vengono suggeriti contratti a Rio de Janeiro o in Cina a chi chiedeva di fare un’esperienza all’estero, sfoltendo così la resistenza al trasferimento in altre città da parte dell’ufficio.
Se a qualche “San Tommaso” ancora non basta, vada a vedere quanti sono i desk vuoti negli uffici o chieda semplicemente quanti capi sono ancora basati a Trieste. Le risposte saranno da brividi.
Se qualcuno pensa che questa situazione mi piaccia, si sbaglia di grosso: la situazione è grave, anzi, gravissima. Fare la politica dello struzzo e negare l’evidenza, pensando che senza far niente si possa evitare la decadenza completa della città è, oltre che ridicolo, rischiosissimo.
Per quel che mi riguarda l’unica salvezza è l’indipendenza del Territorio Libero di Trieste e l’applicazione delle leggi vigenti nel nostro stato, che porterebbero benessere e prosperità. Non possiamo più scherzare o far finta di niente, stiamo parlando del futuro di Trieste e dei nostri figli.

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