Pensioni e terrorismo, istruzioni per l’uso

Care amiche, cari amici,

A causa della forte emigrazione cittadina dovuta alle politiche coloniali degli amministratori del Territorio di Trieste (non scrivo libero in quanto attualmente non lo è) una buona parte della popolazione cittadina è composta da pensionati. Persone che per decenni si sono sudate la pagnotta e hanno versato contributi all’istituto pensionistico italiano (INPS). Contributi peraltro non da poco, che in gran parte servono per foraggiare il lento e mastodontico sistema della vicina repubblica. Visto l’alto numero dei pensionati vari politici dei partiti coloniali hanno avviato un vero e proprio terrorismo mediatico, per allontanare la gente dai partiti e movimenti che vogliono la legalità. Una delle frasi che ripetono instancabilmente è: “senza l’Italia non vi arriveranno più le pensioni”.
Peccato sia una grande, enorme e vergognosa BUGIA.
Come qualsiasi persona che abbia accesso a internet può fare, le leggi a proposito sono ben chiare.
A proposito non lascia alcun dubbio il ” Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, che nella legislazione italiana si trova nel decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

Cosa dice questo decreto legislativo al comma 13 dell’articolo 22?

“13. Salvo quanto previsto per i lavoratori stagionali dall’articolo 25, comma 5, in caso di rimpatrio il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e puo’ goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocita’ al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, al compimento del sessantacinquesimo anno di eta’, anche in deroga al requisito contributivo minimo previsto dall’articolo 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335.”
(qui il link: http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-08-18&atto.codiceRedazionale=098G0348&currentPage=1)

Avete letto bene: “il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati”.

Qualcuno si chiederà come mai “extracomunitario”. Facile. Il Territorio di Trieste è al di fuori dell’Unione Europea!
Quindi se qualche pseudo politico cerca di ricattarvi con la balla del “senza Italia non ci saranno le pensioni”, rispondetegli che avete faticosamente pagato i contributi e state ricevendo quanto vi spetta come da LEGGE VIGENTE DELLO STATO ITALIANO.

Basta bugie da parte degli amministratori coloniali!Basta con il terrorismo da parte di “politici” che guardano solo al proprio interesse!

E’ l’ora di essere Uniti per Trieste.imagen-sin-titulo

Smentire falsi miti: ci sono infiniti movimenti indipendentisti

Care amiche, cari amici

Tra i tanti falsi miti con cui ci bombarda la propaganda coloniale, c´è quello della frammentazione degli indipendentisti. Tra i più feroci ultranazionalisti italiani e giornalisti del bugiardello si parla di “infinite” liste indipendentiste. Numero incalcolabile. Frammentazione. Divisione.
Eppure…
Eppure le liste indipendentiste sono ben 3 (tre!).
1) Uniti per Trieste
2) Fronte per l’Indipendenza
3) Vito Potenza per il TLT
Non sembrano ne numerose, ne infinite.
Chi è VERAMENTE diviso è il fronte coloniale italiano, dal quale mi sento ti escludere il Movimento 5 Stelle, in quanto forza antisistema.
Il fronte filo occupazione è composto da ben 24 (avete letto bene, VENTIQUATTRO) tra liste e partiti. Un po strano che gli indipendentisti, teoricamente divisi e frammentati, abbiano ben 3 liste contro un fronte unito di 24 movimenti politici, non trovate?
Questo mostro morente, vero cancro di Trieste, che si chiama amministrazione coloniale italiana, pur di sopravvivere, nega anche l’evidenza. Sta a noi essere abbastanza svegli da non cadere nei loro tranelli.

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Il principio della rana bollita, ossia la situazione di Trieste

Care amiche, cari amici,

Dopo la pubblicazione e la diffusione delle notizie che ho ricevuto sulle Generali, mi sono arrivati svariati messaggi e commenti, che passano dalla preoccupazione all’ironia. La cosa che realmente mi turba è che molte persone, soprattutto dell’area nazionalista e del PD, etichettino questa notizia come “inutile allarmismo”. A queste persone e ai tanti altri triestini che continuano a dire “non succede niente, almeno non a me…passerà”, dedico questa fiaba.

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano.
Presto l’acqua diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda, un pò più di quanto la rana non apprezzi. La rana si scalda un pò tuttavia non si spaventa. Adesso l’acqua è davvero troppo calda, e la rana la trova molto sgradevole. Ma si è indebolita, e non ha la forza di reagire. La rana non ha la forza di reagire, dunque sopporta. Sopporta e non fa nulla per salvarsi. La temperatura sale ancora, e la rana, semplicemente, finisce morta bollita. Ma se l’acqua fosse stata già bollente, la rana non ci si sarebbe mai immersa, avrebbe dato un forte colpo di zampa per salvarsi.
Ciò significa che quando un cambiamento viene effettuato in maniera sufficientemente lenta e graduale sfugge alla coscienza e non suscita nessuna reazione, nessuna opposizione.

Pensate adesso a Trieste; poco più di cento anni fa era il primo porto adriatico, prospero centro commerciale, fioriva la cantieristica e la popolazione stava aumentando. Pensiamo alla situazione attuale: scalo con mille problemi e limitazioni, industria azzerata, aziende in procinto di partire, popolazione in calo verticale, commercio allo sfacelo.
Come siamo arrivati a permettere tutto ciò? Facile, lo hanno tolto un pezzettino alla volta: Lloyd triestino, cantiere San Marco, fiera campionaria, industrie, EZIT. L’ultimo della lista sembra essere il Punto Franco Nord, destinato alla speculazione edilizia.
Inutile fare gli struzzi e attaccare chi dipinge la realtà tacciandolo di “disfattista” o “bugiardo”: questa è la triste situazione della nostra amata città.
E voi cari amici..siete anche voi rane bollite, o avete ancora la forza per uscire dalla pentola?
PENSATECI BENE, E FATE PENSARE QUELLI CHE CONOSCETE.

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Smentire falsi miti: gli indipendentisti sono italofobi

Care amiche, cari amici,
Ormai da qualche tempo un gruppetto sempre più impaurito di ultra nazionalisti sta diffondendo l’idea che gli indipendentisti sono italofobi.
Questo ovviamente scontra fortemente con la realtà: chi è a contatto con la galassia indipendentista sa perfettamente che molti triestini di etnia italiana appoggiano la creazione del TLT.
Ma chi sono questi individui che gridano all’ “italofobia”? Sono quelli che per decenni hanno approfittato dei nazionalismi contrapposti. Sono quelli che per decenni hanno usato comunismo e titini come spauracchio per i triestini per raggiungere i loro scopi. Sono gli stessi che hanno lottato per anni contro il bilinguismo. Sono quelli che per un proprio tornaconto personale hanno accettato e continuano ad accettare tutto quello che arriva da Roma come oro colato, nonostante danneggi Trieste e i suoi abitanti.
Queste persone, spaventate dal poter perdere i loro privilegi o dover competere su basi egualitarie, starnazzano e gridano ai quattro venti, bloccando qualsiasi dialogo costruttivo e avendo come unico argomento la propaganda del ventennio.

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Una delle fonti d’ispirazione dei nazionalisti italiani a Trieste

Se non tollerare questo gruppetto di ultra nazionalisti, che richiamano spesso e volentieri al fascismo, è esser italofobo, ebbene, io sono italofobo. Se essere contro il militarismo di stampo fascista che vuole violentare la storia di Trieste e dei triestini vuol dire essere italofobo, ebbene sono italofobo. Se essere a favore dell’uguaglianza tra tutti i cittadini di Trieste indipendentemente dalla loro etnia, credo politico, lingua o religione vuol dire essere italofobo, ebbene sono italofobo. Se volere un cambio, allontanarsi dai pessimi costumi della politica italiana e dalla disastrosa amministrazione di Trieste vuol dire essere italofobo, ebbene, sono italofobo.
Pensateci bene triestine e triestini: queste persone che inspiegabilmente lottano contro il benessere e il progresso di Trieste sono le uniche che perderebbero i loro vantaggi.

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Smentire falsi miti: non si pagheranno più tasse

Care amiche, cari amici,

In questi anni di risveglio dell’indipendentismo, aiutato dalla possibilità di accedere finalmente a documenti e leggi nascosti da decenni, si sono anche sviluppati falsi miti sul TLT. La voglia di libertà, lo stress per le tasse sempre più alte, il vedere la città sempre più in crisi, hanno sicuramente favorito la creazione e la diffusione degli stessi. Vedremo di sfatarli e proporre un’azione energica e concreta per Trieste, senza che nessuno possa più attaccarci o cercare di ridicolizzarci.

Primo mito: Con l’indipendenza non si pagheranno più le tasse. FALSO.
Con il Territorio Libero di Trieste si pagherebbero le tasse, in misura minore e, soprattutto, resterebbero a Trieste. Immaginate che pagando le tasse attuali, il territorio triestino disporrebbe ogni anno di almeno 1 miliardo e 200 milioni da investire per migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini.
Pensateci bene. Volete pagare tasse che vanno a essere bruciate da uno stato corrotto che continua a saccheggiare Trieste, o preferite pagare tasse che producono investimenti reali nel territorio per il vostro benessere e quello dei vostri cari?

 

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