Riconoscimenti e maquillage politico

Riconoscimenti e maquillage politico

Care amiche, cari amici,

Senza un perché l’attuale sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha premiato con il sigillo trecentesco della città Marina Monassi, ex direttrice del porto.

La cosa ovviamente non è andata giù a molte persone: i commenti a riguardo vanno dall’ “imbarazzante” allo “stomachevole”. Probabilmente il più azzeccato è quello fatto da Antonella Grim: «è un inchino di Dipiazza a Giulio Camber, al vecchio potere che non molla e che allunga le mani sulla città».

Oltre a essere l’amante di uno dei ras della politica triestina (nonché una delle principali cause del “no se pol”) Marina Monassi ha un curriculum decisamente strano, senza nessuna qualifica tecnica che la potesse indicare come presidentessa del porto (qui il curriculum). Come una biologa (con maturità classica) abbia potuto essere Direttore Centro Pilota per la Difesa del Mare di Fiumicino, Funzionario direttivo del Ministero della Marina Mercantile, Direttore Generale di Acegas Aps Spa di Trieste, Vicepresidente di Unicredit Corporate Banking, Componente del Comitato Controllo Interno & Rischi di Unicredit Corporate Banking, Componente del Comitato Esecutivo di Unicredit Corporate Banking Componente ,Consiglio Direttivo Federambiente Componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze e poi direttrice del Porto di Trieste è un mistero. O forse no, viste le conoscenze della signora.

Risalta inoltre la carica di Amministratore Unico di Porto Vecchio s.r.l., grazie alla quale le imprese che ancora vi lavoravano sono state cacciate dalla zona, per renderla una zona abbandonata e proporla come zona da “restituire alla città”.

Che dire poi dell’aumento dello stipendio di 120 mila euro, grazie a un trucco infame, ossia quello di mettersi la residenza in un’altra città?

Insomma, una persona non solo dannosa, ma vergognosa, che ha agito in maniera totalmente contraria agli interessi del porto e della città.

Come mai questo premio?

Perchè i premi hanno comunque un peso e, a chi non conoscesse il personaggio e il suo operato, potrebbe sembrare che Marina Monassi abbia fatto il bene del porto. Una specie di maquillage politico in vista dei cambiamenti che stanno per arrivare nel porto e nel Territorio di Trieste.

Il prossimo premiato, Francesco Russo. Quello che diceva: “i punti franchi sono il problema”. Quello che ha operato in maniera truffaldina per bloccare il punto franco nord grazie alla sua “sdemanializzazione”. Quello della spiaggia di sabbia a Trieste.

Quanti e quali altri salti della quaglia degli amministratori di Trieste delizieranno l’estate cittadina, per cercare di presentarsi come innocenti angioletti e cercare di restare al potere?

Relazioni pericolose

Relazioni pericolose

Care amiche, cari amici,

È  ancora fresca la notizia del decreto attuativo per il Porto Internazionale di Trieste. Aspettando il testo definitivo, è innegabile che senza il lavoro indipendentisti e portuali la questione continuerebbe a essere bloccata.

Come da italica tradizione, tutti i politici, con un giro a 180 gradi, stanno salendo sul carro dei vincitori, dimenticandosi di “Trieste città turistica” e passando a “Trieste porto internazionale”. Fin qui nessuna sorpresa.

La novità la troviamo invece nella difesa e promozione fatta al senatore Russo da parte della destra nazionalista triestina, capace anche di negare l’evidenza e addirittura di elogiare il PD, dando meriti non suoi a chi ha fatto di tutto per strangolare il porto triestino, come possiamo vedere nell’immagine.

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Come possa un senatore di “sinistra”, rappresentante di uno stato “democratico” essere legato a uno schieramento politico di destra, con personaggi che si richiamano più o meno esplicitamente al ventennio, resta un mistero.

Vi immaginereste un rabbino nella sede del partito nazista? Sarebbe possibile vedere un afroamericano a una riunione del Klu Klux Klan?
La risposta è ovvia: NO.

Eppure il senatore non disdegna farsi vedere con gruppi “apolitici” di estrema destra, che, come per magia, lo difendono e lo promozionano.

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Le due forze che hanno bloccato e bloccano Trieste riunite e che si supportano; difficile pensare che si tratti di una coincidenza.

Dialogo semiserio tra uno STORICO e uno “storico”

Dialogo semiserio tra uno STORICO e uno “storico”

Care amiche, cari amici,

Dopo la pubblicazione del mio articolo sulla foiba 149, dove, nonostante il monumento costruitoci sopra, non si trovano vittime italiane, ho ricevuto vari commenti che vanno dall’insulto al ridicolo. Ho deciso quindi di scrivere un dialogo tra me e queste persone, riunendo i commenti che si trovano nelle varie reti sociali. Vedere il dialogo per credere. (N.B. il dialogo riporta i commenti che mi sono arrivati; gli errori sintattico-grammaticali che potete trovare..beh, sono stati scritti così)

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“Storico”: Nella foiba di Monrupino (149) non ci sono vittime italiane, bensì corpi di soldati tedeschi. Si tratta quindi di un falso storico, como già documentato dall’ispettore di polizia De Giorgi che nel ’45 si era calato nella voragine, investigato da Claudia Cernigoi e ammesso anche dallo storico di Forza Nuova Giorgio Rustia.
STORICO: Sei una merda. Vergognati.
“Storico”: Esimio, buon giorno. A parte la sua fine dialettica, potrebbe spiegarsi un po meglio?
STORICO: Non c’è niente da spiegare a che nega l’evidenza
“Storico”: Non vuole o meglio NON PUÒ spiegarsi, visto che le evidenze nell’articolo ci sono, e pure molto chiare?
STORICO: chi tenta di giustificare l’ingiustificabile è complice
“Storico”: Può gentilmente rispondere?
STORICO: Perché già per il fatto che stai tentando di negare un pezzo della nostra storia è di per se uno schifo assoluto e dovresti vergognartene. In ogni caso, come prima cosa chiedo: e chi sarebbe questo De Giorgi?
“Storico”: L’ispettore Umberto De Giorgi fu un maresciallo di Pubblica Sicurezza già durante il nazifascismo. Fondò la Polizia scientifica a Trieste e nell’immediato dopoguerra organizzò i recuperi delle salme degli “infoibati”, calandosi dentro le cavità con la sua squadra. Tra il 1945 ed il 1948 ha fatto ben 71 esplorazioni, recuperando nell’area dell’attuale FVG 464 salme, delle quali più di 200 appartenevano a soldati di varia nazionalità.
esodo_istriano_foto_fakeSTORICO:Perchè, secondo te, dovrebbe essere una fonte più accreditata delle altre? Secondo te è più accreditata la parola di un De Giorgi a caso o quella della mia cara nonna istriana che, in lacrime, mi raccontava delle cose terribili a cui ha dovuto assistere?
“Storico”: Mi dispiace per la tua famiglia. Come a te dovrebbe dispiacere della mia, che, oltre ad avere subito torture, violenze, privazioni e anche morti, ha avuto il dispiacere di vedere i propri carnefici prima farla franca (non c’è mai stato nessun processo per crimini di guerra in Italia), poi falsificare la storia trasformandosi in vittime. Nessuno, comunque nega che ci sia stata violenza anche da parte dei partigiani; si nega il fatto che ci sia stato un tentativo di pulizia etnica da parte dei titini, come largamente propagandato dalle istituzioni italiane e triestine, anche attraverso falsi storici come questa foiba.
STORICO:E’ più credibile la stronzata del tuo De Giorgi o il fatto incontrovertibile che i miei bisnonni non hanno potuto stare accanto a mio nonno e a mia mamma in quanto son stati uccisi proprio da quei bastardi infami dei titini? Perchè dovrei credere in quello che scrive un ispettore di polizia di uno stato che ha mentito per anni (soprattutto in quegli anni) ai suoi cittadini ? foibe
“Storico”: Beh, non credo i tuoi bisnonni, che a quanto pare erano istriani, si trovassero a Monrupino; in più De Giorgi si è calato dentro pochi mesi dopo la fine della guerra, durante l’amministrazione alleata della città. Inoltre dal 15 settembre Trieste non si trovava più sotto sovranità italiana. Quindi il governo italiano, in questa circostanza, c’entra veramente poco. I corpi di 2000 italiani dove sono finiti?
STORICO:Ti rendi conto oppure no del fatto che stai parlando con i nipoti/figli di quelli che quelle atrocità le hanno subite PERSONALMENTE? O con gente che ha, appunto, perso i propri cari proprio in quei buchi di merda? Perché diavolo devi venire qua a negare l’evidenza? Non ti è mai stato insegnato cosa sia il rispetto? Sopratutto dei morti …

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“Storico”: Stai parlando con il nipote e parente di chi ha subito pulizia etnica, torture, violenze, migrazioni forzate e altre belle cose. Fatte proprio da chi stai difendendo e coperte dai loro eredi politici. Chi sta mancando di rispetto a chi? O dimentichi un ventennio di “bonifica etnica”, senza il quale la situazione sarebbe stata ben diversa?

STORICO: Premesso che , non sono, ne i miei genitori n’è il sottoscritto responsabili di tutte quelle atrocità, riconoscendo che anche quello e stato un periodo buio della nostra storia, non credo che, rivangando annualmente tutto questo daremo a quelle anime la pace che meritano e che noi diciamo di volere.

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“Storico”: Finchè il governo italiano non solo non riconoscerà le sue colpe, ma le nasconderà con manifestazioni neofasciste e propagandando falsità storiche, non potremo avere una pace reale. L’attuale destra nazionalista al potere a Trieste può permettersi le sue azioni proprio perché legittimata nel suo ruolo di difensore della patria contro le orde slavocomuniste.
STORICO:ehhh bè se lo dice il sig. Frank….
“Storico”: Non lo dico io. Lo dicono documenti, testimonianze, foto. Ma ovviamente possono dare fastidio, visto che vanno contro la foibologia a uso e consumo di una determinata parte politica.
STORICO: Ovviamente questi documenti xè gli unici attendibili e tutto el resto, ovvero la stragrande maggioranza dei storici, fa tutti propaganda?! A sto punto no credevo alle scie chimiche, ma quasi quasi inizio a pensare che quei quattro mone che le sostien ga ragion..

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“Storico”: In realtà la foibologia raccoglie tanti “sentito dire”; nessuna testimonianza diretta, nessun documento (basti pensare ai finanzieri “infoibaiti” celebrati in questi giorni dal sindaco; in realtà non sono stati infoibati ma sono morti di tifo nel campo di prigionia di Borovnica. Un’altra versione di Giorgio Rustia dice che furono fucilati e poi gettati nell’Abisso di Roditti vicino Divaccia – comunque non a Basovizza). Chi sostiene che le foibe furono un fenomeno limitato e non certo legato alla pulizia etnica dispongono di documenti, prove, testimonianze. Bisogna dire anche che la “stragrande maggioranza degli storici” ridimensiona notevolmente il fenomeno; il problema è che i sostenitori della tesi della pulizia etnica vengono appoggiati da mezzi di comunicazione, istituzioni e partiti nazionalisti, scatenando vere e proprie cacce alle streghe contro chi il fenomeno lo studia in maniera scientifica e rigorosa. Basti pensare alle minacce ricevute pochi giorni fa da Claudia Cernigoi.
STORICO:Abbastanza delirante, scorro avanti e ignoro.
“Storico”: Per questo ci sono ancora fascisti in giro..
STORICO: In slovenia xe zà fora parecchio. Solo nel 1945, dopo la fine della guerra xe stadi liquidadi dai compagni 200.000 tra sloveni e croati. E le esecuzioni xe durade fin ai anni 60. Tito no iera meio de stalin o hitler, ma el ghe serviva ai americani perché no’l iera allineado a Mosca. E quindi de noi, colonia americana, no bisognava parlar mal dell’utile assassin…
“Storico”: Ma come? Non uccidevano solo ·”italiani colpevoli di essere italiani”?
STORICO: I mazava de tuto, e qualunque persona che gà un minimo de conoscenza della materia sa che el milion de morti in yugo, durante e dopo la Guerra, xe per la maggior parte opera dei yugoslavi stessi. Dove che iera italiani ghe xe toccado anche a lori, e xe sta un dei motivi scatenanti dell’esodo. Ma vara che ste robe te le trovi in qualunque manual de storia, perché no te se leggi qualcossa de serio prima de scriver monade?

“Storico”: Perchè non leggo sussidiari fascisti ma testi storici e documenti. Non sapevo che fascisti, regio esercito e truppe naziste fossero andate in vacanza in Yugoslavia, con l’obiettivo di non molestare nessuno..

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24 luglio ’41: 12 giustiziati dal R.E. a Sinj

 

STORICO:Se te vol farte una cultura sui rapporti italo – slavi te gà de cominciar col 1850, perché, te sembrarà strano, ma el mondo no xe stado creado nel 1918, e no’l xe finido el primo maggio 1945.
“Storico”: E non comincia neanche il primo maggio 1945; tra 1919 e 1945 ci sono parecchi anni di persecuzioni da parte del governo italiano contro i barbari slavi; senza dimenticare il razzismo di vari irredentisti, già nella seconda metà del XIX secolo. Se proprio vogliamo, l’Italia neppure esisteva negli anni che sta dicendo..
STORICO: l’Italia è sempre esistita, erede dell’impero romano, portatrice di cultura e civiltà!
“Storico”: si, vabbè, buonanotte. La saluto.

Nota: Per quanto non possa raggiungere le vette storiche e culturali di queste persone, di formazione sono uno storico (ho una laurea in storia vecchio ordinamento), insegno storia e materie relazionate qui in Messico, sono un investigatore e sto terminando un dottorato, sempre in storia. Credo quindi io possa definirmi uno “storico” (non certo con tutte le maiuscole degli STORICI qua sopra) e, anche se le mie investigazioni si orientano verso altri temi, penso io possa permettermi di scrivere sulla storia in una maniera perlomeno decente e documentata.

Le foto sono state prese da http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/02/la-storia-intorno-alle-foibe-su-internazionale-uno-speciale-sul-giornodelricordo-a-cura-di-nicoletta-bourbaki/

Vulgata neofascista e realtà documentata

Vulgata neofascista e realtà documentata

Care amiche, cari amici,

Anche quest’anno il pacchetto delle date sensibili per Trieste è finalmente terminato.

Date che ricordano la resa e la lotta antifascista.

L’Italia, alleata della Germania nazista, responsabile di stragi, fucilamenti, deportazioni e guerre d’aggressione, fu giudicata colpevole. Il salto della quaglia fatto l’8 settembre 1943 non era riuscito a cancellare le colpe del ventennio fascista, che nelle nostre zone aveva dato il peggio di se: discriminazioni etniche, emigrazioni forzate, torture, chiusura delle scuole croate, tedesche e slovene, italianizzazione forzata di cognomi e toponimi, roghi, pestaggi.

Il tutto culminato con la proclamazione delle leggi razziali il 18 settembre 1938 da parte di Mussolini, proprio a Trieste.

Mentre in tutta Europa, normalmente, la pace si festeggia, l’Italia porta il lutto al braccio e cerca di nascondere il Trattato di Pace di Parigi, disprezzando il 25 aprile e il primo maggio, cercando di far passare i carnefici per vittime e le vittime in carnefici, grazie all’uso sapiente delle foibe e dell’esodo.

Giá, le foibe.

La storiografia nazionalista italiana é sempre piú preoccupante. Mentre le cifre delle vittime aumentano sempre piú, ci si dimentica di cosa gli italiani hanno fatto in queste zone. Ci si dimentica delle atrocitá commesse dall’esercito italiano in Jugoslavia. La volontá della pulizia etnica nelle nostre zone (o bonifica etnica come si usava all’epoca) é ampliamente dimostrata. Per esempio il generale Orlando scrive una memoria, il Progetto di epurazione della città e della provincia di Lubiana dagli elementi sovversivi. In questo inquietante documento il militare commenta che  “… è necessario eliminare: tutti i maestri elementari, tutti gli impiegati comunali e pubblici in genere (A.C., Questura, Tribunale, Finanza ecc.), tutti i medici, i farmacisti, gli avvocati, i giornalisti, … i parroci, … gli operai, … gli ex-militari italiani, che si sono trasferiti dalla Venezia Giulia dopo la data suddetta“. In poche parole, eliminare tutta la classe dirigente slovena. Se non bastasse il generale Roatta, comandante della seconda armata, riporta alle sue truppe che che “anche il Duce ha detto di ricordarsi che la miglior situazione si fa quando il nemico è morto. Occorre quindi poter disporre di numerosi ostaggi e applicare la fucilazione tutte le volte che ciò sia necessario (…) il Duce concorda nel concetto di internare molta gente – anche 20-30.000 persone“. Nonostante le prove certe, nessuno di questi criminali di guerra é stato processato. Si, avete letto bene: in Italia non ci fu nessuna Norimberga. Nessuno ha pagato per i suoi delitti.

Come se non bastasse, gli eredi politici del ventennio, concentrati in varie formazioni neoirredentiste e nazionaliste, dimenticano volutamente questi fatti. Con un deforme patriotismo si ricordano delle foibe, mistificando la storia e andando contro ogni logica, metodo storico e decenza.

Un esempio di tutto questo é la foiba di Monrupino, conosciuta anche come “foiba 149” o “foiba di Opicina”.

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Come si puó vedere nell’immagine si parla di “circa 2000 infoibati”. In certi siti internet si trovano affermazioni come “Nella foiba di Monrupino, profonda 126 m, si pensa che vi siano circa 2.000 infoibati. Le ricerche furono impossibili perché la foiba raccoglie le acque di un vasto impluvio che si disperde in vari canali sotterranei, per cui i cadaveri sono stati man mano trasportati in voragini ancora più profonde. Per parecchi mesi la foiba emanò il fetore della decomposizione nelle campagne circostanti.” (http://www.imolaoggi.it/2016/02/09/i-crimini-dei-comunisti-titini-e-italiani-le-foibe-e-lesodo/ e anche http://www.centrostudifederici.org/i-crimini-dei-comunisti-titini-e-italiani-le-foibe-e-lesodo/, solo per citare alcune pagine). Per non parlare dell’articolo scritto dall’autoproclamatosi “orgoglio triestino”, Davide Sulcic, scodinzolante politico-wannabe di “Un’altra Trieste”, che dice come “Alcuni parlano di circa 2.000 vittime fra italiani e tedeschi, civili, militari, feriti e ammalati prelevati dall’Ospedale Militare di Trieste, caricati su autocarri per tutto il maggio 1945 e qui portati.” Il tutto condito da strazianti storie strappalacrime, con gli italiani brava gente e i crudeli slavi assassini. (http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cultura/886386/La-foiba-dimenticata-di-Monrupino.html)
Eppure é tutto una grande, gigantesca bugia.

Qui una foto con i rapporti del commissario De Giorgi, sceso nella cavità già nell’ottobre del 1945.

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La foiba in questione fu esplorata già negli ultimi mesi del 1945 da parte del commissario Umberto de Giorgi.
La sua relazione non parla di migliaia di cadaveri di italiani, “uccisi solo perché italiani”, bensì di soldati tedeschi. Avete capito bene: SOLDATI TEDESCHI!
Corpi di soldati morti durante la battaglia di Opicina o, loro si, giustiziati dai partigiani.
Addirittura Giorgio Rustia, pseudostorico vicino a Forza Nuova deve ammettere nel 2000 nel suo “controperazione foibe” che “la foiba di Monrupino è un eccesso della nostra storiografia che ha voluto creare una foiba in cui saranno stati buttati una dozzina o una ventina di soldati tedeschi”.

Eppure, come ci ricorda un giovane dalle idee confuse con un orrendo fotomontaggio, la foiba è diventata monumento nazionale, a ricordo delle migliaia di vittime colpevoli solamente di essere italiane.

C’è anche chi, nonostante le evidenze mi commenta che “Ovviamente questi documenti xè gli unici attendibili e tutto el resto, ovvero la stragrande maggioranza dei storici, fa tutti propaganda?! A sto punto no credevo alle scie chimiche, ma quasi quasi inizio a pensare che quei quattro mone che le sostien ga ragion…”.
Si, sono documenti attendibili. E si, sono documenti che, come in altri casi, vengono bellamente ignorati da chi bellamente ci amministra. E no, la storiografia delle foibe documenti come questi non li ha.

E dopo queste evidenze, che smentiscono una storia propagandistica a uso e consumo dei nazionalisti italiani, volete ancora credere a quello che ci propinano le istituzioni che ci amministrano?

Problemi reali e teatrini

Problemi reali e teatrini

Care amiche, cari amici

Questi giorni stiamo assistendo al consueto teatrino degli amministratori di Trieste. L’ultima moda è parlare e straparlare di un delirante regolamento di polizia urbana, probabilmente scritto di proposito per evitare i reali problemi di Trieste: disoccupazione, inquinamento, emigrazione massiva dei triestini, immigrazione innecessaria.

Tutte cose che, se lo pensiamo bene, portano al degrado.

Un’amministrazione intelligente agirebbe sulle cause del degrado, non sui risultati dello stesso. Ma ovviamente, che aspettarsi da chi ha saccheggiato Trieste per decenni?

Una parte di questo degrado, ossia l’immigrazione incontrollata che, purtroppo, viene usata per ingrassare i capitali di chi si approfitta dei disgraziati che scappano dalla guerra, potrebbe esser risolto già riconoscendo il Territorio Libero di Trieste: non essendo né Italia, ne Unione Europea potrebbe uscire tranquillamente dal sistema mafioso delle quote di migranti, filtrandoli e accettando solamente quelli che la città sarebbe in grado di ospitare in maniera degna, privilegiando quelli che hanno una reale volontà d’integrazione.

Pensate solamente un attimo: chi difende questo sistema criminale e incapace che permette tutto questo? E chi si oppone tutto il tempo all’applicazione della legalità che ci darebbe il TLT, facendosi uscire da questa marcia Unione Europea?

Pensateci un po. Vedrete che sono gli stessi.

Politici italiani e principio del silenziamento.

Politici italiani e principio del silenziamento.

Care amiche, cari amici,

Sicuramente tutti voi conoscete o avete sentito parlare di Joseph Goebbels, il ministro nazista della propaganda del terzo Reich. Nella sua malvagità era una persona geniale: seppe manipolare milioni di persone, portandole a lottare e morire per l’ideale nazista.
Le sue teorie sono state sintetizzate in undici punti, usati nella pubblicità, nella comunicazione e, ovviamente, nella politica.

Non deve quindi sorprendere che vari dei nostri amministratori, seguendo le direttive del governo di Roma, usino queste tecniche, convincendo i più sprovveduti delle proprie ragioni, anche davanti all’evidenza.

Uno dei più usati, e non solo contro gli indipendentisti, è il principio del silenziamento. Questo principio suggerisce di “Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.” Un chiaro esempio è l’assordante silenzio dei politici locali sui leggi e trattati che affermano che Trieste non si trovi sotto sovranità italiana.

Il trattato di pace di Parigi del 1947 all’articolo 21, comma 2 recita: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito, cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato.” Ovviamente il trattato di pace è in vigore ed é stato ratificato dallo stato italiano: nessuno dei trattati seguenti hanno cambiato questa situazione(andate a vedere il Memorandum di Londra o il Trattato di Osimo – peraltro non valido come spiegato dalla stessa Lega Nazionale) non parlando minimamente di un ritorno del Territorio Libero di Trieste alla sovranità italiana, causando imbarazzanti situazioni, come l’interrogazione di Aris Prodani riguardante la mancanza di atti giuridici costitutivi la Provincia di Trieste (interrogazione alla quale il governo italiano ha evitato di rispondere).

untitledCome ovviare a questo problema quindi? Semplicemente “Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario”. Proprio così: come chiunque può vedere in una delle varie discussioni che si possono trovare in rete, i nazionalisti italiani, non potendo, OVVIAMENTE, spiegare come, quando e in base a quale trattato Trieste sia tornata sotto sovranità italiana, dissimulano o, ancora peggio iniziano a parlare di “carte” in maniera dispregiativa e burlesca. Ovviamente l’intento è palese, aggravato dal fatto che mostra al pubblico come questi adoratori dello stato assolutista e centralista disprezzino leggi e regole, riducendole a semplici “carte”.

Tutto questo si può applicare a multipli esempi e a varie temi, che vanno dai problemi cittadini a quelli della vicina repubblica italiana.
Una maniera per combattere questa tecnica? Non lasciarci prendere dall’enfasi del dibattito, non rispondere alle provocazioni ma reiterare la domanda e i nostri argomenti, basandoli in maniera chiara e concisa, ripetendoli finché non avremo ottenuto una risposta seria o, per lo meno, avremo smascherato il “politico” o la persona che ha tanta paura di quello che stiamo chiedendo.

Il mio invito, care amiche e cari amici è questo: analizzate i discorsi, i dibattiti e gli articoli che appaiono a Trieste, smascherate questo penoso trucco propagandistico e fatelo notare a tutti i vostri amici, in maniera educata e rispettosa. Vedrete, tutta la cittadinanza vi ringrazierà.

Progetti mai attuati nel porto di Trieste

Care amiche, cari amici,

Nelle ultime settimane stiamo assistendo alla fiera dell’incredibile. Con l’avvicinarsi delle elezioni i candidati dei partiti coloniali italiani vediamo ogni giorno una gara a chi la dice più grossa. Da un lato l’attuale sindaco che, in barba a qualsiasi logica visto l’andamento economico e demografico della città – con tutti gli indici a picco – e il degrado evidente di tutti i rioni, promette un trenino colorato nel Punto Franco Nord. Dall’altra parte, l’ex sindaco, parla di “soprattutto Trieste”, ma é subito pronto ad allearsi con una delle nemiche storiche della nostra città, ossia Venezia. Il tutto inframezzato dalla pochezza dei programmi dei partiti filoitaliani.

Queste promesse assurde non sono però una novità: già da decenni la massa delle promesse elettorali senza capo ne coda é enorme. Stranamente si pubblicizzano questi progetti, sprecando denaro pubblico a palate (ricordate “Stream” voluto da Illy?). Peccato che i veri progetti per il rilancio di Trieste vengano sempre bellamente ignorati, come questi che vedremo in seguito.

Un ringraziamento a Stefano Badodi e Stefano Dondo per la consulenza.

Agli inizi degli anni 90 furono elaborati diversi progetti da ingegneri e architetti infocati nella possibilità di cambiare, bonificare e programmare una serie di investimenti per sviluppare nuove strutture o per modernizzare quelle vecchie in modo da attirare traffico ed investitori, come ad esempio il caso della Philip Morris.

La grande industria del tabacco progettava di aprire uno stabilimento nel Porto Franco di Trieste creando 500 nuovi posti di lavoro; “stranamente” venne negata la concessione da parte dell’Autorità portuale.

Un’altro caso fu l’Invicta, che aveva chiesto una concessione per aprire uno stabilimento in Porto Vecchio che avrebbe permesso di avere 150 nuovi posti di lavoro.

Un’altro caso ancora é il tanto bramato allungamento del Molo VII e la Piattaforma Logistica, comprendente la bonifica della Ferriera di Servola per creare uno nuovo e più grande terminal container da 2.000.000 di teu annui. Avete letto bene, la famosa Piattaforma Logistica.

Tanto pubblicizzata ma alla fin fine mai iniziata in quanto, a detta dell’A.P.T., i soldi per la messa in atto non sono mai stati stanziati dal Governo italiano, che però proprio quest’anno sponsorizza un terminal OFF-SHORE a Venezia che dovrebbe costare più di 2.000.000.0000 di Euro, anche se sappiamo già che verrà a costare almeno il doppio (vedi il Mose di Venezia).

Qui sotto riportiamo solo alcuni esempi dei progetti mai attuati che avrebbero sicuramente creato benessere per l’indotto di Trieste.

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Questo è uno dei progetti più imponenti che prevedeva l’unione del Molo VII, Molo VI e Molo V, ottenendo così un super terminal container atto ad accogliere anche le mastodontiche navi da 18.000 teu grazie soprattutto ai nostri fondali naturali, che sono i più alti di tutto il Mare Adriatico. L’obbiettivo era quello di creare una banchina che permettesse, con il relativo rinforzo della linea ferroviaria, di far diventare Trieste il terminal di riferimento di tutte le maxi compagnie di navigazione e il centro di smistamento che guarda all’Europa dell’est, a tutto il nord Europa, nonché il centro di fedeeraggio per gli altri porti dell’intero Mar Adriatico.

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Oppure un progetto sempre per il Molo VII che prevedeva solo l’allargamento e l’allungamento dello stesso.

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Questo progetto tra l’altro prevede anche la creazione di un terminal che unendo Molo V e VI avrebbe costituito una banchina di nuova concezione per i TRAFFICI CONVENZIONALI.

4

Ricordiamo che una volta le merci convenzionali venivano sbarcate/imbarcate per la maggior parte in Porto Vecchio ma volendolo sdemanializzare per dar vita alla più grande speculazione edilizia a discapito dei cittadini di Trieste, non è mai stato investito un cent a livello portuale e il porto vecchio oggi è abbandonato a se stesso. Ci sono stati anche altri progetti anche per il Porto vecchio e cioè di un grande terminal Reefer per la lavorazione della frutta e in questo caso l’Allegato VIII sarebbe la garanzia sulla manipolazione delle merci, facciamo un esempio per far comprendere meglio:

Si scarica la frutta, la si porta nello stabilimento per la lavorazione, la si lavora(marmellate, frutta in barattolo sotto sciroppo, frutta secca, ect ect), la si confeziona, e la si reimbarca, e l’unico onere a carico dell’imprenditore è il costo della manodopera, come da Allegato VIII.

Un altro progetto era quello di una azienda produttrice di pellet, quindi stesso procedimento: arriva legname da tutto il mondo, si lavora, si confeziona e si reimbarca e i costi come sopra, solo la pura e mera manodopera.

Questi solo alcuni dei tanti progetti presentati durante gli anni per migliorare e rinvigorire il porto; purtroppo sia l’Autorità Portuale che il Governo italiano continuano con un cieco ostruzionismo, non rilasciando le concessioni a chi le chiede e allontanando eventuali investitori da Trieste.