“politici” (o presunti tali): istruzioni per l’uso

Care amiche, cari amici,Dopo una breve pausa per ritemprare le forze e visitare la famiglia, torniamo a occuparci di un tema importante ma molto spesso poco preso in considerazione da troppe persone. Quanti di voi sanno cos’è un politico? Come dovrebbe essere?
Intanto definiamo cos’è la politica. Nell’enciclopedia Treccani troviamo questa definizione: “La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica”. Il politico, da dizionario Garzanti, è “chi si dedica professionalmente alla politica”.

Il politico è quindi un professionista dell’arte di governare, ossia organizzare, amministrare e dirigere uno stato.

Se a mente fredda osserviamo gli amministratori attuali del bene pubblico e la stragrande maggioranza dei candidati alle prossime elezioni comunali di Trieste, di persone con questo profilo ne troviamo ben poche.

Nella fauna politica triestina possiamo incontrare diversi tipi di “animale politico”:

  • El zigalon, la zigalona: grida, sbraita..anzi, ZIGA. Cosa abbiano da dire questi figuri, non è dato sapere. L’importante è farlo gridando, zittendo l’avversario non con le idee ma con il volume della propria voce. Idee scarse, poco approfondite, probabilmente ascoltate durante una chiacchierata al bar. Impreparati al massimo, pensano che offendere l’avversario sia far politica. Ovviamente proposte zero e sudditanza massima verso il partito, nei confronti del quale sono totalmente acritici. Normalmente ne troviamo almeno uno in ogni partito coloniale che amministra il Territorio Libero di Trieste.
  • Il multitasking: vaga in vari partiti di una stessa area politica , usa abilmente populismo e innocenza, pubblicizzandosi come un uomo nuovo e giovane, mentre in realtà è legato a vari gruppi d’interesse. Veste alla moda del suo partito politico ed è un pescecane, sempre pronto a lottare per un briciolo di potere e timoroso che qualcuno gli rubi l’osso. A sentirlo sa tutto, fa tutto, sapeva tutto, avvisa su tutto; un tuttologo che in realtà non sa niente. Meno volgare del “zigalon” ma ugualmente impreparato.
  • El fio/parente/cugin/genero/cognado/amico de: come dimostrato nelle ultime elezioni da un giovane consigliere, normalmente è un individuo che, spinto da amicizie o parentele, non trovando altri sbocchi o per dare un po’ di sale alla sua vita (normalmente abbastanza agiata e lontana dai problemi dei comuni mortali: suvvia, chi di voi non ha una barca a vela e un attico in centro?), entra in politica. Poco preparato, ipocrita, interessato, sempre pronto a nepotismi, clientelismi e a favorire il suo circolo personale a discapito della città, tende sempre a presentarsi come uomo nuovo e scappare colla coda tra le gambe appena in difficoltà. Ovviamente presentando se stesso come un esempio di integrità e moralità, ma in realtà tratta il bene pubblico come una proprietà personale. Dannoso per Trieste è dir poco.
  • La banderuola: totalmente impreparato, va dove gira il vento, con proclami populisti random, gridati a squarciagola e spaziando dall’estrema destra all’indipendentismo senza vergogna, negando anche l’evidenza, con l’unico obiettivo della “carega”.
  • Il vendicativo: normalmente prende la politica come qualcosa di suo e una maniera non tanto di servire la comunità, ma di poter emergere personalmente. Si accaparra meriti suoi e non. L’importante è vantarsi di tutto questo. Qualsiasi sgarbo presunto o reale alla sua persona (che va dal non salutarlo per sbaglio al non inginocchiarsi davanti a lui passando per non chiedergli consiglio) viene preso come una grave offesa e deve essere vendicato. Come? Non importa, l’importante è vendicarsi e sfoggiare la propria bravura. Su cosa non si sa.
  • Il messia: nella fauna di pseudopolitici triestini non poteva mancare il messia. Personaggi strani e paranoici, credono di essere dei messia salvatori della patria, stile ducetti o piccoli padri della patria. Normalmente circondati da una vera e propria corte dei miracoli, seguono i consigli di persone quantomeno strane, promuovendo amici, amanti o mentori a ruoli delicati, dove solitamente fanno danni. Macchiette poco preparate, solitamente imparano qualche informazione a memoria e si danno al populismo.
  • Il nosepolista: il classico politico coloniale a Trieste. In questa categoria rientrano tutti i precedenti. Bloccano il progresso della città, uccidono le opportunità di sviluppo, fanno solo gli interessi propri e dei loro amici. Alla minima critica partono con “dici così perché sei uno di quelli del “no se pol”. In realtà il no se pol è opera di questa classe amministratrice, che ha mimetizzato il “no se vol” con il “no se pol” e incolpando i cittadini dello stato di degrado del Territorio di Trieste causato da questi politici.

Questa categorizzazione, tra serio e ironico, creda riproduca fedelmente la “fauna” politica triestina. Io non voglio più dare la possibilità a queste persone di distruggere Trieste. Per questo il mio voto andrà a chi avrà le caratteristiche del buon amministratore, cioè che sappia organizzare, amministrare e dirigere, senza gridare ed essere arrogante.

Pensateci e uniti cambiamo Trieste.

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