Lettera aperta a Paolo Rumiz

Egregio Paolo Rumiz,
Non la conosco di persona; devo dire che in questi ultimi anni ho apprezzato la riscoperta delle sue origini, tentando di ricostruire la storia dei nostri concittadini che hanno lottato per difendere l’Impero durante la Grande Guerra, così come ho letto con piacere la ricostruzione di quella tragicommedia che sono le vicende del porto triestino.
Purtroppo, però, mi sono ritrovato a leggere il suo spot elettorale a favore dell’attuale sindaco Roberto Cosolini. Non so se Lei manca da tempo a Trieste o se il suo intervento sia un’articolo commissionato ad hoc, però palesa un completo distacco dalla realtà cittadina. Prima di tutto la descrizione del panorama politico: sembra che esista solo il dualismo PD/PDL, “destra” contro “sinistra”, “bene” contro “male”, on/off. Oltre al fatto che queste aree politiche hanno dimostrato preoccupanti interessi trasversali, palesemente contrari al bene di Trieste, Lei ha dimenticato altre aree, come quella indipendentista e il M5S: le forze antisistema. Come mai questa dimenticanza? E’ una cosa grave, gravissima: pensare che questo sistema marcio e corrotto fino al midollo possa durare per sempre è semplicemente assurdo e illogico.
Se già questo pensiero mi sembra grave, lesivo all’intelligenza dei nostri concittadini, il resto dell’articolo è ancora peggiore. L’elogiare chi si sta dimostrando uno dei peggiori sindaci della storia di Trieste non è solo patetico,è gravissimo. Dire che Roberto Cosolini sia uno che “si è fatto il mazzo” o che grazie alla sua opera la Ferriera di Servola sia “su un’ardua strada del risanamento” sono pietose bugie, che dimostrano solo quanto l’oligarchia al potere creda che i triestini abbiano una memoria da pesce rosso, ossia che non duri più di cinque minuti.
Caro Rumiz, si faccia un’esame di coscienza e vada a camminare un po’ per Trieste. Vedrà le decine di serrande abbassate, molta meno gente di 10 anni fa, il tutto un po più sporco. E questo solo per citare le cose immediatamente visibili. Se poi vuole cercare un po’ più a fondo, potrà trovare i nepotismi, i favori agli amici, la svendita dell’Acega, la volontà di NON riconvertire la ferriera, la speculazione sul Punto Franco Nord e tante altre porcherie.
Non si preoccupi, non sono un fan dell’altro Roberto: sono un indipendentista convinto. Convinto che l’unica possibilità per far rinascere la nostra città e le zone limitrofe sia l’indipendenza da un paese che ci sta solamente amministrando (male) e che ci sta lentamente avvelenando, che sta allontanando i nostri giovani, che ci ha portato violenza, razzismo, crisi economica, sociale e di valori.
Vuole evitare che i triestini continuino a fare i “taffazzi”? Bene, li inviti a chiedere a gran voce il rispetto del trattato di pace di Parigi. Nulla più.

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