Josef Ressel

Care amiche, cari amici,

Continuiamo con la riscoperta dei tanti nostri illustri concittadini purtroppo dimenticati. Uno di essi è Josef Ressel, l’inventore dell’elica per la propulsione navale. Come molti nostri concittadini era originario del centro Europa, e visse e lavorò a Trieste per più di trent’anni. Questo personaggio geniale, non studiò solamente l’elica, ma anche l’azione del vento sulle pale dei mulini, chimica, la posta pneumatica e l’uso dei cuscinetti a sfera.

Josef RESSEL
Josef Ressel, èeský vynálezce lodního šroubu(1793-1857)

Josef Ludvík František Ressel (noto anche come Joseph Ludwig Franz Ressel o Josip Ressel), nacque il 29 giugno 1793 a Chundrum in Boemia (ceco Chrudim). Morì il 9 ottobre 1857 a Lubiana.
La madre, di etnia ceca, si chiamava Marija Ana Konvichkova e il padre, che era un esattore delle tasse ed un eccellente suonatore di violino, apparteneva all’etnia tedesca e si chiamava Anton Hermann Ressel.
Il fratello maggiore di Joseph, Franc Vojteh (nato nel 1791) seguì la vocazione religiosa e divenne un prete, mentre la sorella Viktorija (nata nel 1795) morì durante l’infanzia. La sua sorella più giovane, Marija Terezija nacque nel 1797.
La prima scuola che Joseph frequentò fu quella della locale parrocchia, e studiò violino prendendo lezioni dall’amico del fratello Regenschori Rykl. Un ex francescano, Donulus Kora gli insegnò il latino, e nel 1806 Ressel iniziò a studiare presso il Gymnasium di Linz. Nel 1809 iniziò un percorso di formazione presso il reggimento di artiglieria Nr. 4 a České Budĕjovice (ted. Budweis) con la qualifica di cartografo. Qui studiò algebra, geometria e trigonometria. Sebbene fosse uno studente dotato, non fu ammesso nell’esercito perchè considerato di costituzione fisica troppo debole.
Nel 1812 si iscrisse all’Università di Vienna per studiare medicina. Tuttavia la sua formazione universitaria fu poliedrica; egli studiò infatti contabilità, chimica, veterinaria, medicina, agricoltura, idraulica, architettura e altre materie. Purtroppo, a causa di problemi finanziari sopraggiunti nella sua famiglia, Ressel dovette lasciare l’Università nel 1814. Cercò di sostenere se stesso e la propria famiglia eseguendo dei disegni e mettendo a disposizione di terzi la sua abilità nella calligrafia, ma invano. Stando così le cose, seguendo il consiglio paterno, chiese all’Accademia Forestale a Mariabrunn vicino a Vienna una borsa di studio ma fu respinto perché giudicato troppo “debole nei polmoni”.
Ma non era tutto perduto, il suo amico Jelinek che era servitore a Corte fece avere all’Imperatore Francesco I una miniatura di Ressel che rappresentava la battaglia di Lipsia del 1813. L’Imperatore apprezzò molto il disegno e rimase colpito dalla bravura del giovane a tal punto che gli fornì la somma necessaria per il percorso formativo di due anni presso l’Accademia Forestale di Mariabrunn, traendola dalla cassa privata imperiale.
Ressel terminò così gli studi nel 1817 ed ottenne un posto come Distriktförster a Pletriach (slov. Pleterje) nella Bassa Carniola.
Egli si occupò, tra l’altro, del rimboschimento del Carso, dell’Istria, dei boschi di Plezzo (slov. Bovec) e della zona di Gorizia.
Era un sostenitore del principio forestale dello sfruttamento sostenibile delle superfici boscate (questo principio prevede lo sfruttamento dei boschi in maniera da conservare la molteplicità biologica, la produttività di legname, la capacità di ringiovanimento dei boschi e il mantenimento della loro vitalità così come la capacità dei boschi di assolvere importanti funzioni economiche e sociali sia sul piano locale che nazionale e globale, in modo da non causare alcun danno ad altri sistemi ecologici).
Dopo il Congresso di Vienna (1814-1815), con il quale Venezia fu assegnata all’Austria, la potenza navale austriaca aumentò di molto. Per rifornire i cantieri navali imperiali furono piantati estesi boschi. Questi boschi erano sorvegliati e curati dai funzionari forestali tra i quali c’era Joseph Ressel.
Lavorò anche a Kostanjevica sul fiume Krka, in Carniola, dove mise in pratica i suoi studi sulle eliche navali per la prima volta.

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Nel 1821 fu nominato “Marineforstintendanten der küstenländischen Domäneninspektion” a Trieste. Siccome in questo periodo viveva tra Trieste e la località istriana di Montona (cro. Motovun) ebbe modo di conoscere in quella località istriana, Jakomina Orebić, che sposò in quello stesso anno.
Da questo momento e per alcuni anni continuò gli studi sulle eliche e fece degli esperimenti per l’applicazione delle eliche alle navi.
Dopo la morte della prima moglie, nel 1830 si risposò con Tereza Kastelec di Višnja Gora (ted. Weichselburg), in Carniola.
I due commercianti triestini Julian e Tossitti affidarono un piccolo veliero in disarmo a Ressel, con il patto che si sarebbe dovuto accollare i costi per i lavori di collocazione dell’elica. Per realizzare questo progetto, si fece preparare dal meccanico Hermann un’elica con un diametro di mezzo metro. L’elica, azionata da una manovella, fu in grado di far svolgere con successo l’esperimento ossia il tentativo di far avanzare la nave.
Il giorno 11 febbraio 1827 Ressel ottenne un brevetto austriaco per la sua elica navale, il cosiddetto Privilegium. I suoi sforzi per finanziare il brevetto però naufragarono e purtroppo fallì anche il tentativo di fondare la Österreichischen Schraubendampfschiffahrt Gesellschaft (Società Austriaca di Navigazione con navi a Vapore munite di Elica).
Deluso, Ressel tornò, momentaneamente, a dedicarsi principalmente ai suoi compititi di funzionario forestale.
Nel 1829 fece un viaggio a Parigi con l’intento di dare risalto alla propria invenzione. Si fece fare un’elica navale, ne dimostrò l’uso al pubblico che ne rimase entusiasta. Siccome non si era cautelato con la stipula di un contratto con la ditta francese sull’utilizzo dell’elica, venne purtroppo truffato.
In Austria, dopo questa ulteriore disavventura, ci fu, fortunatamente, una rinnovata attenzione nei confronti del lavoro di Ressel. Di conseguenza nel cantiere navale di Odorico Panfili, a Trieste, nel 1829 la nave “Civetta” fu attrezzata con una macchina a vapore da 6 cavalli (4,4 kW) e un’elica del diametro di 1,58 m. La prima uscita di prova in mare, avvenuta il primo luglio di quell’anno, si concluse positivamente avendo la nave raggiunto la velocità di sei nodi (11 km/h), tuttavia si verificò un guasto causato dal cedimento di una saldatura a stagno di una conduttura per il vapore. Dopo questo insuccesso gli oppositori di Ressel (tra i quali coloro che avevano interessi nella costruzione di navi a vapore a pale e a vela) fecero in modo che il Capo della Polizia di Trieste vietasse la riparazione e la prosecuzione degli esperimenti. Ressel ricorse contro questa decisione ma il procedimento andò per le lunghe, durò un anno, e le spese legali lo rovinarono economicamente.
Allorché la nave a vapore britannica ad elica “Archimedes” giunse a Trieste, Ressel riconobbe, con disappunto, nella nave costruita da Francis Pettit Smith nel 1838, l’applicazione delle proprie idee e concetti senza che il costruttore straniero gli avesse riconosciuto la paternità dell’invenzione.
In effetti Smith ebbe un ruolo notevole nell’introduzione e nella diffusione dell’elica navale nei viaggi in alto mare ma non ne era assolutamente l’inventore.
Quando il governo britannico indisse un concorso di 20.000 sterline per premiare il vero scopritore dell’elica navale, Ressel inviò tutti i suoi documenti all’Ammiragliato britannico a Londra ma non ottenne alcuna risposta. Dopo una sua richiesta di chiarimenti, gli venne riferito che i suoi documenti erano andati perduti. Così, alla fine, il premio venne suddiviso in cinque parti consegnate a dei cittadini britannici.
Ancora una volta deluso Ressel si ritirò completamente e si dedicò al suo lavoro di funzionario forestale definendosi “forestale senza bosco” e purtroppo si ammalò di tifo e morì, a Lubiana nel 1857.
Soltanto un anno più tardi questo scienziato e la sua invenzione ottennero un tardivo ma dovuto riconoscimento.

fonte: http://www.nuovolitorale.org/ressel.asp

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