Nascondere la luna con un dito

Care amiche, cari amici,

Gli ultranazionalisti a Trieste sembrano sempre più spaventati: dopo decenni d’impunità per le loro vessazioni e aiuti da parte del governo italiano, si avvicina sempre più il momento nel quale saranno uguali a tutti i triestini delle altre comunità.
Come una belva moribonda, il nazionalismo italiano cerca disperatamente ogni occasione per tentare di riaffermarsi, con scarso successo, come si è visto durante gli show nazional-militaristi degli ultimi anni, disertati dalla stragrande maggioranza della popolazione.
Se a questo si aggiunge che il governo italiano amministri in maniera pessima il Territorio di Trieste, lo saccheggi e taglieggi la popolazione per mezzo di tasse non dovute a Roma, non ci si deve meravigliare che una parte dei triestini guardi con nostalgia all’Austria, a suo tempo buona amministratrice di Trieste.

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Lo scorso 6 gennaio infatti, alla partita per le qualificazioni ai mondiali di pallamano, un gruppo di triestini ha tifato per la squadra austriaca e non per la rappresentativa del governo amministratore di Trieste.
In segno di protesta molti dei triestini presenti sono rimasti seduti in silenzio durante l’esecuzione dell’inno italiano. Una protesta pacata e silenziosa, contro chi sta saccheggiando un territorio che dovrebbe solamente amministrare. Da qui l’assurda querelle del rappresentante della destra coloniale italiana, Paolo Rovis:
„«Durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli sono rimasti seduti – spiega Rovis -. Alcuni spettatori di Reggio Emilia si meravigliano della maleducazione degli “austriaci”. Ho dovuto dire loro che quelli con l’Austria c’entrano nulla e che, purtroppo, sono triestini. Che vergogna».“ (da http://www.triesteprima.it/politica/italia-austria-vergogna-tifosi-6-gennaio-2016.html ).
Qui potete vedere una vera reazione da maleducati durante un’inno:
http://video.corriere.it/inno-mameli-fischiato-olimpico/979362ee-d2fd-11e3-8ae9-e79ccd3c38b8

Perché questa polemica sparata ai quattro venti? Perché tanta veemenza in rete per una protesta pacifica e silenziosa, definendo “maleducati” gli indipendentisti?
Semplice, per nascondere quanto accaduto all’ingresso del PalaTrieste Cesare Rubini. Quello che non dice il buon Rovis è che la polizia ha sequestrato a tifosi triestini e austriaci le bandiere della Trieste austriaca, con l’alabarda color giallo su campo bianco rosso. Avete letto bene: non si poteva entrare con una bandiera, che veniva sequestrata, mentre a pochi metri di distanza venivano distribuite gratuitamente bandierine tricolori e si permetteva a un gruppetto ultranazionalista di estrema destra di esporre le proprie bandiere. Becero nazionalismo unito alla negazione di uno dei diritti fondamentali dell’uomo.

L’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani recita:
“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Evidentemente questo non vale per il governo italiano, soprattutto nel Territorio di Trieste, dove quest’altra violazione si aggiunge alle tante altre commesse nell’arco di decenni.
Una cosa del genere, in qualsiasi altro paese, avrebbe destato l’interesse della stampa e causato seri problemi sia ai poliziotti che hanno eseguito l’ordine, sia a chi quell’ordine l’ha dato. Invece il solito satrapo locale cerca di nascondere l’ennesima vergogna dell’amministrazione del governo italiano nel Territorio di Trieste.
L’ennesimo tentativo di nascondere la luna con un dito, sperando che i triestini non si risveglino.
Peccato per loro che sia già troppo tardi.

ditoluna

 
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