Chi sbaglia deve pagare.

Care amiche, cari amici,
sembra che il peggio a Trieste non abbia mai fine.
Dopo la truffa delle Cooperative Operaie, dove sembra non esserci nessun colpevole, ma solo le vittime, ossia i cittadini, stiamo assistendo a un’altra triste pagliacciata: il rilascio dell’AIA alla ferriera di proprietà del cavalier Arvedi.
Per chi non lo sapesse Arvedi è una vecchia volpe tra gli industriali della vicina repubblica italiana: finanzia i maggiori partiti senza vergogna, per ricevere a cambio lucrosi affari. Alle ultime elezioni, nel dubbio, aveva dato 300mila euro rispettivamente a PD e PDL.
E questa cifra è solamente quella dichiarata ufficialmente.

coso e arvedi
Una coppia di personaggi a quali di Trieste non importa nulla: Arvedi e Cosolini

Non deve quindi sorprendere che l’attuale sindaco, da molti giudicato come il peggiore della storia di Trieste, abbia dato in mano la ferriera a questa persona, ignorando prima i vari progetti di riconversione dell’impianto che erano stati presentati (vedi https://marcofrank.net/2015/11/12/quinto-punto-del-programma-riconversione-della-ferriera-di-servola/), tutte le segnalazioni dei ripetuti e innumerevoli sforamenti della ferriera poi.
Illegalità su illegalità, il tutto per spremere fino all’ultima goccia il territorio dell’ultima colonia italiana, Trieste.
Che poi la gente si ammali e muoia, non importa.

Come ho già detto, dico e dirò: gli amministratori passati devono essere processati e pagare le loro colpe contro la comunità. La figura del politico impunibile, corrotto e staccato dalla cittadinanza deve sparire.

Le prossime elezioni sono un’occasione, la nostra occasione, per cambiare questo stato di cose.

Ferriera1
L’inquinamento visibile dallo spazio..non servono commenti
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4 pensieri su “Chi sbaglia deve pagare.

  1. Caro Edoardo,
    siamo in tanti, tantissimi che stanchi e frustrati ci siamo arresi o abbiamo lasciato Trieste, pensando non si possa cambiare nulla.
    Sbagliamo.
    Siamo tanti e molti di piú di chi sta causando la rovina della cittá.
    Cosa ci manca? Essere uniti, essere una comunitá che lotta per il bene di tutti e non del singolo individuo.
    Anche se i triestini non lo credono, abbiamo radici molto robuste: sta a noi far fiorire l’albero dell’indipendenza.

    Mi piace

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