Perché l’indipendentismo fa tanta paura?

Care amiche, cari amici,
ormai da qualche anno stiamo assistendo a una vera e propria guerra mediatica a Trieste contro l’indipendentismo, guerra che straordinariamente ha unito le due anime delle oligarchie che mal amministrano la città.

Di che cos’hanno paura questi cosiddetti politici e i loro gruppi d’interesse? Cosa li fa tanto preoccupare da dover usare tutti i mezzi a loro disposizione per contrastare l’indipendentismo e farlo apparire come un gruppo di pensionati che mescolano una xenofobia cieca contro gli italiani (famoso il “fora a piade in tel cul oltre Duin”), fascismo, titoismo, e qualsiasi altro “ismo” che abbia un connotato negativo?

É presto detto: l’indipendentismo non è né di destra né di sinistra. É un movimento che va oltre gli schemi precostituiti dello stato italiano che contrappongono “destra” e “sinistra”, senza accorgersi che nella vicina repubblica questa divisione è morta fin dagli anni 80, con il PSI di Craxi e il pentapartito, peggiorando ancor più con il berlusconismo dei 90 e arrivando alla negazione di qualsiasi filosofia politica con il renziamo attuale.

Ma questo non basta: l’indipendentismo triestino sta riuscendo a rompere le catene poste alla città dai due nazionalismi contrapposti, quello sloveno e quello italiano, che hanno bloccato Trieste per più di sessanta anni. Chi di voi non ha provato una forte emozione e una intima soddisfazione a sfilare il 15 settembre 2013, insieme ad altre migliaia di triestini, senza sentir dire “s’ciavo” o “Italijan”? Basta divisioni, tutti triestini. E questo fa MOLTA paura.

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L’indipendentismo fa paura perché una popolazione unita, finalmente senza divisioni politiche ormai defunte e fuori dal giogo dei nazionalismi, sarebbe una forza antisistema poderosa, che potrebbe distruggere la vera e propria cupola che sta gestendo Trieste per farla collassare, facendo nel frattempo lucrosi affari a discapito del benessere e della salute dei cittadini, come possiamo quotidianamente vedere con Hera o con la ferriera di Servola.

Fa paura perché l’indipendentismo è un movimento che vuole il ripristino della legalità e il rispetto delle leggi, come andrebbe fatto in qualsiasi paese civile, ma che purtroppo a Trieste sembra essere qualcosa di fantascientifico.

L’indipendentismo fa paura perché è un movimento popolare, vigoroso, al di fuori degli schemi.

Fate un attimo mente locale: quante balle mette in giro la stampa per dividerci, per farci lottare tra di noi, per deprimerci, per farci sentire battuti quando siamo sempre più vicini al nostro traguardo? Eccone alcune, solo per portare degli esempi: l’ultima è il fatto che siamo divisi in infiniti movimenti indipendentisti, mentre pensate, siamo 3 movimenti indipendentisti con lo stesso fine contro almeno 15 partiti politici italiani con fini, scopi e modalità per raggiungerli quantomeno non definiti completamente. Un’altro leit motiv è il nostro presunto razzismo, mentre accogliamo triestini di qualsiasi lingua, etnia e religione. Un altro classico sbandierato da gentaglia come il senatore Russo è il fatto che chiuderemmo Trieste al mondo, quando invece la faremmo diventare un’importante porto internazionale, cosa che gli amministratori del Territorio cercano di evitare a tutti i costi.

Pensate bene a tutto questo, riflettete e fatelo notare a chi adesso si sente scoraggiato, disilluso, impaziente: chi ha il coltello dalla parte del manico siamo noi triestini, non gli amministratori.

Sta in noi rendercene conto e far cambiare la storia di Trieste.

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